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Chiesa Arcipretale San Pietro Apostolo

2011 ottobre

 

Domenica 2 ottobre 2011, ore 18.30 S. Messa e processione con l'immagine della Madonna del Rosario. Tradizionale appuntamento annuale. Molti i fedeli che hanno partecipato alla processione.  I due video, rappresentano , il primo la fase di uscita dalla chiesa, e la formazione ed avvio della processione, il secondo un tratto di via del centro, in cui l'illuminazione pubblica e' un po' attenuata dalla presenza degli alberi, mette in risalto le fiaccole e le candele portate dai fedeli.  La parte finale rappresenta l'arrivo della processione sul sagratao della chiesa, e la lentra entrata in chiesa della stataua della Madonna.  Da qualche tempo le Suore Rosarie, hanno lasciato la ns comunita' parrocchiale dopo quasi ottanta anni di presenza , essendo state presenti prima alla preparazione poi all'apertura dell' Asilo.

prima parte

 

seconda parte


20111011 GV



 

Lavori di manutenzione del pavimento , in preparazione  dell'arrivo del nuovo Arciprete don Aldo Moras , e del nuovo vicario parrocchiale don Matteo Lazzarin.  Quanto accaduto ha avuto una premessa particolare.  Un gruppo di parrocchiani, ha pensato di proporre al nostro parroco Don Dino, di fare la manutenzione del pavimento della chiesa Arcipretale. Nella recente mostra per i 240 anni della chiesa ( tenutasi nei locali dell'oratorio tra il 25 giugno ed il 3 lugio 2011), era stata esposta una cartolina ricordo , dell'inizio del secolo scorso ( circa 110 anni da oggi ) per l'avvenuto rifacimento del pavimento , in tutte le sue parti. Il tutto con marmo biancho e rosso di Verona. Sicuramente meritoria l'iniziativa, ancor piu' se si considera che l'iniziativa era corroborata dall'intento che tutte le spese erano a carico dei parrocchiani proponenti. Siamo obbligati a sottolineare la strordinarieta' dell'accaduto, considerando che il tutto si doveva svolgere senza che fosse fatto nome dei proponenti / paganti .  La cosa e' stata fatta da personale esperto, che aveva gia fatto la stessa manutenzione in oltre 40 chiese. Occorre sottolineare che il lavoro svolto senza interrompere le funzioni religiose, e' stato svolto anche grazie alla presenza di numerosi volontari, oltreche' la presenza assidua dei sagrestani.   Di seguito un breve video che da un'idea del lavoro svolto.   

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Chiesa Arcipretale S.Pietro Apostolo

Azzano Decimo - PN 

La Chiesa Parrocchiale di Azzano Decimo, che gode del titolo di Pievanale e Arcipretale,per cura degli Arcipreti Lorenzini e Zucchi fu ingrandita e ridotta al disegno presente tra il 1748 e il 1771. E' dedicata a S. Pietro Apostolo, il quale è anche il Patrono della Parrocchia.E' stata consacrata dal Vescovo Gabrieli il 19 Maggio 1771,festa della Pentecoste. L'anniversario della consacrazione è ricordato ogni anno nella seconda domenica di Luglio.Il Parroco di S. Pietro di Azzano Decimo:, che gode del titolo di Pievano Arciprete, è, da oltre un secolo, di nomina vescovile.

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Una tra le piu vecchie illustrazioni  della chiesa ( 1866), con il vecchio campanile  , vista dalla piazza . 

 

Considerando la metà del 700 come periodo tranquillo e florido per la comunità azzanese  , grazie alla vicinanza con il porto fluviale di Portogruaro , che si  collegava via acqua con Venezia per i traffici commerciali , a cui poteva far affluire i beni ricavati dalla coltivazione dei campi nonché i prodotti da allevamento , risulta comunque mirabile la costanza degli azzanesi nel realizzare la chiesa che e’ giunta fino a noi . chi.1903.00.00001rsz Raccogliere le risorse in forma di soldi o di altra natura per acquistare i materiali di costruzione , nonché  partecipare direttamente ad aiutare i capomastri o gli artisti che hanno decorato e completato l’opera e’ stata un’impresa che se la rapportiamo ai tempi nostri penso saremo in grado forse di ripetere ma con moltissime difficoltà


Interno della chiesa nel 1903 , foto in occasione del rifacimento del pavimento

 


La chiesa parrocchiale ha i seguenti altari:
- Il Maggiore, con le statue degli Apostoli Pietro e Paolo, e In
marmo; pure in marmo è il tabernacolo.
- L'altare della B.V. del Rosario.
- L'altare della B.V. del Carmine, di buon gusto. Vi ha pure dipinton S. Giovanni Battista e S. Vincenzo Ferreri.
- L'altare dedicato a S. Antonio di Padova con S. Floreano e S. Giovanni Crisostomo .
- L'altare dedicato a S. Valentino con S. Urbano papa e S. Sebastiano martire.
Questi altari sono tutti in marmo,fatti con ricercatezza e buon gusto. Le " Pale» che raffigurano i Santi,non hanno grande valore artistico. Però esprimono la grande pietà e fede del popolo azzanese verso questi Santi. “

Nell'estate del 1969 è stato compiuto il restauro all'interno della Chiesa. E' stato rinnovato l'impianto luce, sostituiti i telai in legno con telai In ferro delle finestre, il basamento interno perimetrale con i portali laterali è tutto in marmo, il pavimento è stato levigato, è stata rimossa la tinteggiatura precedente annerita e ammuffita con tinteggiatura chiara e calda.


 
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Completati e sostituiti molti elementi in legno del coro e dei confessionali. Nella primavera di quest'anno è stato rifatto il restauro all'esterno. E' stato riveduto il coperto, sostituite o rinnovate le grondaie, rinnovati i punti guasti dell'intonaco specialmente sulla facciata principale, è stato tolto il cemento dalla piazzuola antistante la facciata, al suo posto è stato messo in opera un lastricato in pietra bianca di Trieste.

 

 

                                                                              Da una china del Ciui , i lavori interni di restauro chi.1971.07.11027_fotorsz

 

 

 

 

 

 

Tra le colonne della facciata sono state collocate lastre di pietra bianca,è stata riparata anche l'intera gradinata. La tinteggiatura di tutto l'esterno su progetto del Prof. Teodoro Carniello di Sacilb come già per l'interno, ha ridato al complesso una linea elegante e bella, di grande soddisfazione. In questi ultimi giorni è stata fatta opera di riparazione anche dell'organo e dei banchi. Il Consiglio di Amministrazione della Chiesa, che assieme all'Arciprete, ha promosso e curato le opere  di restauro della Chiesa, è fiero di poter presentare alla popolazione, il luogo sacro bello ed ordinato, pressappoco com'era duecento anni fa .

 


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 Da una china del Ciui , lavori esterni di restauro .


 
Il Consiglio di Amministrazione
della Chiesa nell'anno 1971 è così
composto:
Mons. Domenico Cadore Arciprete,
Presidente.
Mascarin Giovanni fu Umberto,
Segretario'.
Innocente Dott. Gino,
Gregoris Geom. Piergiuseppe,
Burella Giuseppe,
Santarossa Vittorio,
Lovisotto Carlo,
Hofer Rodolfo,
De Val Giovanni,
Pascot Aldo,
Cogo Cav. Albino,
Manias Genesio.



 
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Facciata a lavori di restauro ultimati  



 


NDR -I testi , nella stragrande maggioranza , sono stati ricavati dal numero speciale , stampato del 1971 , in occasione del termine dei lavori di restauro . Copia integrale del numero unico , nella sezione bollettini , anno 1971

 

 

 

 

 

 

1996

 

Durante il tempo del mio servizio pastorale nella Parrocchia di Azzano Decimo, due volte la chiesa è stata ridipinta. La prima negli anni 1969 e 1970 in vista del secondo centenario della consacrazione, compiuta dal Vesco- vo Gabrieli il 19 Maggio 1771. I lavori di murçitura sono stati fatti dall'Impresa di Gelindo Bacchet di Azzano, la dipintura dalla Ditta Carniello di Brugnera. La festa dell'inaugurazione dei lavori è stata fatta la domenica 12 Luglio 1971 con grande partecipazione di gente ed anche con una forte pre- senza di tanti Emigranti, giunti per l'oc- casione da varie parti, specialmente dal Canada per ricambiare la visita che nel 1968 avevano loro fatto il Dottor Pujatti e l'Arciprete. La funzione è stata presieduta dal Vescovo Mons. Abramo Freschi, da poco giunto in Diocesi. Una decina di anni fa è stato completamente ripassato il coperto della chiesa che presentava alcune gravi piegature; l'opera è stata compiuta dall'Impresa di Alfonso Santin di Azzano. Negli anni '90 il Consiglio degli affari economici della chiesa, avvertendo la necessità di restaurare l'organo e la possibilità di ampliare lo spazio dell'orchestra, ha presentato alla Commissione diocesana di Arte Sacra uno studio particolareggiato. La Commissione diocesana si era espressa con parere favorevole, dando anche dei suggerimenti a condizione che tutto fosse approvato dalla Sovrintendenza delle Belle Arti. Questa dopo vario tempo e ripetuti sopraluoghi, non ha concesso lo spostamento dell' orchestra e neppure il restauro dell'organo. Il giudizio circa l'organo è stato completamente negativo; è stato giudicato strumento ormai fatiscente e perciò inservibile; dava anche un ordine che lo strumento fosse ripulito, a spese della Parrocchia e poi consegnato, per la conservazione al Museo d'arte presso la Curia Vescovile di Pordenone. L' orchestra non è stata toccata, ma l'organo è stato conservato per la Parrocchia dopo che la Ditta organaria del Signor Michelotto Francesco di Padova, l'ha riveduto meticolosamente parte a parte, nei mesi di Maggio e Giugno dello scorso anno 1995. Oggi l'organo è come nuovo e svolge molto bene il suo servizio di accompagnare il canto delle solenni sacre liturgie.

Risolto il problema dell'organo si sentiva la necessità di una nuova dipintura della chiesa, perché la precedente era molto annerita. Il precoce annerimento è stato causato, in parte dal riscaldamento a nafta dei primi anni, dal fumo dei ceri, quando le cere erano assai scadenti e contenute in bicchieri di plastica, che frequentemente si incendiavano, in parte anche dalla polvere e dall'umidità. Del resto così vediamo le cose anche nelle nostre case e nei vari ambienti che frequentiamo. Così in Maggio, di quest'anno, sentito il parere della Commissione diocesana, con l'approvazione, questa volta favorevole, della Sovrinten-
denza delle Belle Arti, comunicavo in chiesa che i lavori di dipintura e di restauro della chiesa, si sarebbero compiuti nei mesi di Luglio ed Agosto. Il Consiglio parrocchiale degli affari economici affidava il lavoro di dipintura alla Ditta locale Eurocolor di Bruno Furlanis e i lavori in legno alla Ditta pure locale di Bariviera Paolo. Perché i lavori potessero essere compiuti nei termini stabiliti, fu allestita come Cappella provvisoria, per le Messe e sacre funzioni, la Palestra dell'Oratorio, che ri- sultò ambiente ideale e sufficiente. Le due Ditte lavorarono alacremente con perizia e competenza nei tempi concordati, per cui a fine Agosto la Chiesa era pronta per svolgere tutte le sue funzioni. I particolari dei lavori bene eseguiti, li troviamo nell'articolo: "La Parrocchiale riaperta al culto" di Flavia Sacilotto, che segue. Sento il dovere di ringraziare il Buon Dio che ci ha permesso di rivedere bellissima, la nostra Arcipretale, ridiventata tale e quale era nel 1971 , sia all'interno che all'esterno. Ringrazio vivissimamente le due Ditte Furlanis e Bariviera che hanno lavorato con vera competenza, gioia e passione. Ringrazio di vero cuore il grande numero di collaboratori e collaboratrici per il doppio servizio di trasporto dei sacri arredi dalIa chiesa alla cappella e viceversa, per la totale pulizia della chiesa e la pulitura dei vari e molti arredi, che hanno richiesto molte giornate di lavoro. La spesa poi che si aggira sui 200 milioni è stata completamente sopportata dalla Parrocchia. Durante il tempo del restauro e tempo successivo, molte famiglie, persone singole e alcune ditte hanno contribuito con slancio e ammirevole generosità, le offerte fin'ora pervenute si aggirano sui 55 milioni. Un grazie sentito a tutti.   

L'Arciprete

 

 

 

IL NUOVO ORGANO ELETTRONICO

Entrando nell'Arcipretale "S. Pietro Apostolo" e guardando sopra I'ingresso principale si presenta alia vista il complesso architettonico formato da  tribuna (comunemente chiamata cantoria), cassa e organo. Ciò che colpisce immediatamente I'attenzione e la monumentale cassa in stile neoclassico, che ora si trova addossata alla parete della Chiesa, avendo subito la riduzione in profondita di circa 70 centimetri. AII'interno della cassa era contenuto in origine un organa sette-ottocentesco (probabilmente proveniente da una delle tante chiese veneziane smantellate dalle soppressioni napoleoniche) di cui non e dato conoscere I'autore poichè un incendio nell'archivio parrocchiale ha distrutto la relativa documentazione.Ciò che e rimasto e una ricevuta attestante il fatto che nel 1882 il complesso cassa-organo e stato trasportato per via fluviale da Venezia fino a Portobuffole; e state in seguito installato nell'Arcipretale ad operadell'organaro veneziano Giacomo Bazzani, che gia nell'anno 1883 si impegnava ad effettuare una accordatura generale dello strumento. Questo organa e sopravvissuto fino al 1938: in tale data e state sostituito dall'attuale per oscure e infondate ragioni (n.d.r.). L'organo che e state collocato dalla ditta Zanin di Camino al Tagliamento nel '38 ben presto si e dimostrato piuttosto carente nel funzionamento: costruito con un sistema trasmissivo alquanto precario e materiaIi assai scadenti (erano d'altra parte gli anni di ristrettezze prima della guerra), non ha mai svolto Ie sue mansioni in maniera soddisfacente e Ie continue riparazioni (con il tentativo di miglioramento) hanno portato ogni volta entro breve tempo la situazione al punto di partenza. A distanza di otto anni dalI'ultimo intervento, nei primi mesi di questo 2003 I'organo ha smesso completamente di suonare. Poiche la costruzione di un nuovo strumento a canne non poteva essere affrontata per vari motivi in tempi brevi, la Parrocchia ha scelto per ora di dotarsi di un organo elettronico che da subito potesse nsvolgere il suo compito liturgico. Rimane aperta nel futuro - qualora ci fosse la concomitanza di aspirazioni ed eventi favorevoli - I'auspicata possibilita di edificare un nuovo organa a canne da collocare all'interno dell'artistica cassa sopra il portale.

II nuovo organa elettronico, fornito dalla Biasin Musical Instruments, e un Ahlborn SL 300, dotato di trentanove registri distribuiti su tre tastiere e pedaliera concavo- radiale di 32 note. ahlborno
E uno strumento il cui suono viene prodotto elettronicamente sulla base di un campionamento digitale effettuato dalla sonorita di un organa a canne tradizionale; e corredato inoltre di una serie di memorie aggiustabili (con tre diversi livelli) che permettono di gestire la variazione di combinazioni timbriche anche complesse con estrema velocita e precisione. Lo strumento e state collocato in presbiterio in posizione ottimale per poter seguire con gli opportuni interventi musicali e di accompagnamento la celebrazione liturgica: risulta inoltre una sistemazione agevoIe per I'accompagnamento dei cori sia durante Ie sacre funzioni che nelle manifestazioni concertistiche vocali che annualmente vengono organizzate in Parrocchia. Sabato 14 giugno  2003 , I'organo Ahlborn e state ufficialmente inaugurato con un concerto tenuto da due artisti attualmente residenti nel territorio azzanese: il soprano Monica Falconio (di origine pordenonese) e I'organista Daniele Toffolo. II programma proposto si e articolato su due diversi versanti: da una parte Ie composizioni per organo solo che hanno dimostrato tutte Ie potenzialita della strumento nelle varie possibilita timbriche ed espressive; dall'altra i brani per soprano ed organa che hanno presentato un tema mariano, dall'Annunciazione (Arie da Magnificat) fino alla Crocifissione di Cristo (Aria da Stabat Mater). II concerto e state interamente registrato: entro breve uscira il relativo CD in versione "live" che verra distribuito tra Ie associazioni locali al fine di raccogliere fondi da donare in beneficenza.

Daniele Toffolo

boll. 2003 12

 

2010

Sono stati inseriti 2 dipinti di misure notevoli nelle cornici ai lati dell'altare Maggiore .

 

Qui sotto l'autore dei dipinti illustra gli stessi

 

RESURREZIONE DI CRISTO


L’opera è stata sviluppata in orizzontale per sopperire a una necessità architettonica e inserirsi all’interno di uno spazio che era già predestinato, a partire da questo presupposto la mia riflessione ha cercato di concentrarsi per descrivere al meglio questo grande evento religioso. Questo momento cosi importante avrebbe dovuto essere illustrato tenendo conto di precise simbologie al fine di raccontare in uno spazio contenuto il maggior numero di elementi religiosi anche per un uso liturgico. Il modo migliore per riuscire a coniugare  tutti questi spunti era orientarsi verso l’uso di simbologie evocative che potessero guidare lo spirito attraverso le immagini durante le celebrazioni poiché l’opera è rivolta all’altare della chiesa e giace sul lato destro rispetto alla navata centrale. Analizzando l’opera possiamo dire che in alto un volo di colombe vuole rappresentare la gioia suscitata dall’evento miracoloso e contemporaneamente creare attraverso l’apertura verso il cielo un innalzamento verso l’Altissimo, il respiro della vita che ritorna in essere aprendo una fuga nello spazio superiore come il sorgere del sole da vita attraverso  la sua luce a tutto il creato. Al di sotto troviamo una pianta d’ulivo rappresentativa della Pasqua al contempo essenza benedetta e venerata, un pellicano bianco posato su un suo ramo ricorda, come nelle antiche tradizioni, il sacrifìcio di Gesù in quanto il pellicano è così generoso da aprirsi il petto e nutrire i propri figli col proprio sangue se è necessario. All’ombra dell’ulivo una coppia di agnelli che vogliano simboleggiare la pace e il bene, animali comunque graditi nei sacrifici religiosi biblici e che richiamano la figura del Cristo “ Agnus Dei”. bol.2010.06.00P-belluzC_foto1
Procedendo verso destra un angelo solleva la lastra di copertura del sepolcro, questo è l’elemento spirituale che rappresenta la grandezza del potere divino di Dio Padre, poiché è attraverso la Sua intercessione che il Figlio può risorgere e ritornare alla vita. Al centro il Cristo risorto mostra i segni della sua passione e morte e li offre allo spettatore, si possono vedere le ferite sulle mano, ai piedi e al costato. L’aspetto di Gesù richiama i lineamenti nordico-europei per indicare che questo sacrificio e questo miracolo sia stato voluto da Dio non solo ad esclusivo beneficio del popolo ebraico, inoltre l’opera risiede nella chiesa parrocchiale di una cittadina europea. Volendo così sposare l’idea dell’identificazione con lo spettatore e volendo avvicinare la figura di Gesù alla pietà popolare, ho cercato di trasmettergli un’espressione serena che ispiri speranza. Ai piedi di Gesù il sepolcro, visto come il contenitore di morte e materia oscura, viene rappresentato con una prospettiva centrale molto forte richiamando l’idea del “Memento Mori”. A stemperare la gravità del soggetto e rappresentare il superamento della morte, un pettirosso che vuole ricordare il valore della pietà e della compassione anche nei piccoli gesti. Si racconta, infatti, in una commovente leggenda che lo narra togliere una spina dal corpo di Gesù, durante la sua crocifissione,e guadagnare così il colore rosso che lo caratterizza da una goccia del sangue Divino. Più a destra un altro angelo raccoglie il sudario che ha avvolto il corpo di Gesù, con questo gesto si vuole ricordare il valore delle sante reliquie nella storia del cristianesimo e sottolineare anche l’importanza dell’esempio e della vita di tutti i Santi e i Martiri della chiesa. Il colore del quadro tende ad incupirsi man mano che ci si allontana dall’altare, questo dettaglio coloristico-emozìonale vuol far riflettere sul senso della fede, infatti così come la fede si affievolisce non praticando, il colore tende all’oscurità man mano che ci avviciniamo ai soggetti pagani. infatti un’ulteriore scena si staglia più in profondità rispetto al punto di vista dell’altare dove vengono rappresentati i romani coi loro cavalli colti da un sonno profondo.bol.2010.06.00P-belluzC_foto2
Queste figure addormentate simboleggiano il sonno della coscienza , mentre un altro soldato a cavallo fa la guardia rivolto al calvario e si possono vedere le croci issate e illuminate da un fulmine. Questo momento ricorda la partecipazione dei romani all’evento storico insé, il mondo prima dell’avvento di Cristo e il drammatico risveglio delle coscienze dovuto a questo avvenimento. Tra l’angelo del sudario e i romani ci sono delle gazzelle che assistono al miracolo indifferenti e rappresentano tutti coloro che rimangono sordi al messaggio del cristianesimo, mentre verso il basso un ristretto branco di lupi richiama la forza bruta del gruppo che spietata colpisce la preda. Infine una tartaruga rappresenta il lato malefico come nelle antiche rappresentazioni sacre rinascimentali. Il quadro è dipinto alla “maniera tradizionale” su tela con colori ad olio cercando un compromesso figurativo per renderlo leggibile anche alla nostra comunità. Un grazie sentito di cuore a Don Dino Pavan che lascia alla comunità religiosa di Azzano Decimo sia quest’opera che la gemella che rappresenta “La Pesca Miracolosa”. Se nel precedente Gesù fa diventare Pietro pescatore di anime a cui viene intitolata la parrocchia, in questo il Cristo apre il suo messaggio di vita eterna a tutti i fedeli. Ho un unico rammarico per il comportamento della commissione d’arte sacra diocesana che ha dato un parere negativo e poco chiaro, ma il coraggio di un sacerdote di pura vocazione e di umile apostolato mi rincuora, e sono grato che abbia permesso che queste opere venissero esposte nella chiesa del mio paese di origine, luogo dove sono stato Battezzato e Comunicato da Don Davide Burlon.

Giulio Belluz