Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione

2011 Settembre a Santa Croce

2011 - Settembre a Santa Croce , una delle ricorrenze codificate , e' il 14 Settembre .

20110914-Santacroce03RSZSi ricorda che il calendario liturgico il 14 settembre riporta "Esaltazione della Croce" ,ovvero il "Santo" a cui la vetusta chiesetta e' dedicata.  Con l'occasione come da tradizione , viene celebrata la Santa Messa.

Nel tardo pomeriggio , le famiglie che abitano attorno alla Chiesetta , ma non solo , partecipano alla sacra funzione , quest'anno officiata da Don Dino Pavan.

La presenza del Coro San Pietro A. ,accompagna la funzione religiosa con i canti . Durante la predica Don Dino comunica che ha appena firmato le "carte" per i lavori di restauro della chiesetta , auspicando che gli stessi possano iniziare quanto prima.

Terminata la funzione religiosa, i presenti si sono ritrovati per alcuni momenti conviviali e di socializzazione , molto partecipati e calorosi .

 

A distanza di qualche giorno , ovvero venerdi' 16 settembre , sono iniziati i lavori di preparazione delle impalcature , prima , poi la verifica che quanto predisposto , fosse conforme alle regole della Sicurezza sul Lavoro . Il lunedì successivo si sono inizati i lavori preparatori alle operazioni di restauro , pulizia / lavaggio delle parti su cui si deve intervenire, nonche' la raccolta dei materiali specifici per il restauro.

Ecco alcune foto durante i lavori

20110928 GV

S.Croce Trovata una foto del 1930-35

Trovata una foto del 1930-35

Durante le ricerce, presso l'Archivio Sacro Diocesano, allocato a 19310101_chiesa_s._croceRSZPordenone, tra i documenti relativi alla ns parrocchia, si e' saputo che alcune foto azzanesi erano archiviate nel Fondo Pascotto.   Tale fondo e' una raccolta di foto datate 1930-1935, fatte da Don Pascotto durante i suoi giri nella nostra diocesi, per documentare fotograficamente aspetti della vita religiosa.    Sfortunatamente le foto azzanesi sono poche.    La piu' bella e' relativa alla chiesetta di Santa Croce.

20111006 GV


 

Chiesetta Santa Croce - Loc. Santa Croce

  Un po' di storia della Nostra Chiesetta 

 

Chiesetta di S. Croce, un miglio e mezzo distante dal centro, sulla strada che va a Praturlone. bol.1952.07.00CchiSaCF01jpg
Si dice che questa chiesa fosse l'antica Parrocchiale e che riuniva in sé Azzano, Fiume, Praturlone e Zimpello (Cimpello). A questa chiesa si va a funzionare tre volte all'anno, il 3 Maggio, il 14 Settembre e il terzo giorno delle Rogazioni. Il Papa Innocenzo XI concesse alla chiesa di S. Croce il favore della Indulgenza Plenaria da lucrarsi il 3 Maggio, giorno delritrovamentro della Croce del Signore.

 

 

Foto a destra dell'incontro della Madonna Pellegrina , 6 luglio 1952

 

 

...


1931 settembre 14  

Dall'archivio Storico del settimanale il Popolo , un ritaglio . 

19310914-Popolo-01260-santaCroceRSZ

 

 

..

La chiesetta di Santa Croce Tra le varie «chiesette» della Parrocchia di Azzano Decimo, la più vetusta è quella sita in via Santa Croce, a cui ha dato il nome, dedicata alla «SANTA CROCE». La sua costruzione è del 1400, fuorché la piccola sagrestia e il porticato aggiunti in seguito come risulta pure dallo stile diverso di costruzione. Nell'interno bol.1987.12.00CchisaCF01
ha alcuni affreschi, oggi molto sbiaditi, di autore ed epoca ignoti; il pavimento è in cemento lisciato e si ritiene sia posto sopra l'antico che dovrebbe essere, secondo lo stile di allora, in mattone (cotto). L'esterno, all'altezza quasi del coperto ha una riga di mattoni «speciali» che compongono un disegno, come una corona, proprio di quell'epoca cioè del 1400. Non ci sono lavori artistici che impreziosiscano l'edificio: solo ci sono sei secoli di vita che ne fanno la chiesetta più vecchia della Parrocchia. Non abbiamo inoltre altre notizie storiche scritte, ma da quanto si apprende dalla tradizione più antica, la chiesetta di S. Croce o meglio la località di S. Croce era un centro di vita pastorale parrocchiale per le parrocchie circonvicine. Questa la descrizione storica-tradizione della chiesa di Santa Croce, che eleva a un pensiero più elevato spirituale e devozionale la gente di Santa Croce. Per costoro è stata sempre un motivo di attrazione spirituale, ritenendola la «loro chiesa» e nei mesi di maggio e di ottobre, da quanto si ricorda, i fedeli della zona si riuniscono, tutte le sere, per la recita del Santo Rosario. Da questa devozione eminentemente spirituale non era ed è esente una preoccupazione di ordine materiale, che prese corpo e forma nel maggio scorso, quando le donne che frequentavano la chiesa dissero: «Non possiamo lasciare la chiesa che vada sempre peggio, diamoci da fare e facciamo compiere i lavori necessari». Dalla solerzia di queste donne, dalla generosità dei fedeli della zona e da altri amici furono raccolte delle offerte (L. 6.101.400). Si incominciarono i lavori di consolidamento cogliente, più bella e più sicura. Alcuni lavori (fondamenta, pitture, pavimento) saranno a carico dello Stato o Regione - Comune o Belle Arti, altri (finestre, porte, grondaie, ecc.) a carico della bontà degli offerenti vicini e lontani, di via Santa Croçe, di Enti e di simpatizzanti. E stato aperto un conto corrente in Banca e c'è un Comitato che accoglie e amministra il tutto con la supervisione dell'Arciprete.

Don Ernesto Gasparotto

bol 1987 12

Che c'è al di sotto della chiesa di Santa Croce?

Lavori di ristrutturazione avviati da volontari nella chiesa di Santa Croce ad Azzano Decimo hanno consentito di effettuare una scoperta archeologica che potrebbe anche risultare importante. A livello delle fondamenta del piccolo edificio, infatti, come ha potuto accertare il professore Marco Tonon, è saltato fuori un pavimento 19670300_M.Ma_-OCRchiSaCroce02rszdi coccio pesto, alcune strutture murarie di epoche diverse e molte tessere di mosaico romano. Già si sapeva che negli anni Trenta, nella zona, erano state trovate diverse tombe, romane con un povero corredo funerario, ma dopo di allora non era stata effettuata alcuna ricerca sistematica. Adesso ci si potrebbe trovare in presenza di un antico edificio di culto, oppure anche di una casa, sicuramente di epoca romana con ulteriori riifacimenti nei secoli successivi. Sul posto, oltre a Tonon, sono arrivati tre ispettori della Soprintendenza alle belle arti: l'architetto Jacuzzi e le dottoresse Vitri e Lo Preato. Quest'ultima ha confermato che si tratta di una scoperta importante che dovrà essere approfondita. Nelle prossime settimane, se si troveranno i fondi necessari, sarà tolto il pavimento in cemento e si organizzerà uno scavo serio dentro la chiesa. Nel frattempo occorre pensare a un consolidamento del tetto e quindi anche al recupero di alcuni affreschi per i quali c'è già la sponsorizzazione di una banca locale. Soltanto successivamente si potrà dare una risposta più concreta.

bol 1987 12

nota : l'immagine della Chiesetta di Santa Croce , tratta dalla Monografia Storico Geografica del 1967 , e tratta da un acquarello del Ciui.

...

L'antico Capo di Sopra è conosciuto ora come Santa Croce, dal nome dell'omonima chiesetta. 19670300_M.Ma_-OCRcapodisoprarsz
La zona venne abitata al tempo dei romani, come lo fu tutto il territorio azzanese. Via Santa Croce è tracciata in parte sopra una strada romana costruita durante la suddivisione dei terreni assegnati al «municipium» di Julia Concordia, nel 42 circa prima di Cristo. Le attuali strutture della chiesetta sono del 16° secolo: stile architettonico, archetti pensili. Il portico fu aggiunto o interamente rifatto nel 18 ° secolo: lo stile degli archi e delle colonne è di tale epoca. Recentemente, durante lavori di scavo per consolidamento, è stato rinvenuto un tratto di pavimento coperto in parte dalla chiesetta. Può essere un pavimento di casa o di edificio di culto romano. Nei pressi della nostra chiesa la strada romana citata prima si incrociava con un'altra: in tali incroci erano frequenti le are votive romane. Può essere invece il pavimento di una precedente chiesetta cristiana, ottenuto con materiale romano di riporto. L'interno di S. Croce ha il soffitto a quattro capriate in legno. Pregevole è l'altare del '600 che proviene dalla vecchia parrocchiale di S. Pietro, quando fu ristrutturata o rifatta nel '700. Con i recenti lavori si è costruito attorno alla chiesa un marciapiede di vecchi mattoni e si è recuperata e restaurata - con il contributo della Cassa Rurale e Artigiana - la preziosità dell'interno: gli affreschi del 16° secolo. Sono stati restaurati da Magri in modo smagliante, con paziente lavoro certosino senza alterare composizione e colori. Rappresentano: «S. Valentino», «Madonna in trono con Bambino, S. Francesco e un martire in abito rinascimentale», «Trinità», «S. Giovanni Battista». Ognuno è racchiuso in una cornice, due delle quali fatte a tempietto con timpano, finte colonne, basamento e decorazioni in stile classico. La proporzione delle figure e della composizione di ogni singolo affresco indica un autore con buone capacità pittoriche. Ai lati dell'altare un saggio ha rivelato altri affreschi. Col tempo si spera di completare il lavoro per riportare S; Croce al primitivo splendore. Da uno studio di alcuni anni addietro gli affreschi - quando erano buona parte sotto l'intonaco - vennero attribuiti a Giovanni Maria Zaffoni detto il Calderari, seguace del Pordenone, e datati verso il 1540. I critici d'arte però non sono concordi: un futuro auspicabile studio degli affreschi ora finalmente recuperati potrà stabilire, forse, l'autore o gli autori. Gli abitanti della zona desiderano solennizzare il giorno dell'Esaltazione della Croce, il 14 settembre, con una festa semplice come un tempo, con quanti vorranno partecipare. Avranno così tutti modo di vedere questi affreschi che erano rimasti sotto l'intonaco per alcuni secoli.

Bruno Sappa

bol 1989 12

Nota del Redattore . La cartina geografica illustrata , non era presente unitamente al testo dell'autore , ho pensato di inserirla per dare una visione approssimata di come era il trerritorio , in un periodo molto vicini a quello dei lavori , sopra indicati . L'illustrazione e' del Maestro Silvano Manias ed e' nella Monografia Storico Geografica del Marzo 1967 , che lo stesso Maestro ha realizzato in maniera casalingha alla guida di volonterosi  azzanesi .

2011 01 G.V.

...

Chiesetta di Santa Croce Scrivere sulla e della chiesetta di Santa Croce, senza avere a disposizione nessun documento storico, nessuna notizia attendibile dai lati architettonici e archeologici, non è facile e si può incorrere in narrazioni fantastiche e novellistiche. Ciò premesso possiamo però, data la struttura e lo stile del corpo principale della chiesetta, fissare almeno la data di costruzione: il 1400-1500 d. C. Il coro ha subìto una manipolazione e lo si vede specialmente dall'esterno: altro mattone, il sottotetto liscio senza la  " greca " in mattoni, come il resto del fabbricato; certamente è stata una modifica mal pensata e peggio realizzata, perché inoltre si può pensare che siano andati distrutti anche dei dipinti sul soffitto del coro, come era uso porli in quei tempi. Così pure il portico, dato lo stile, lo si può porre alla fine del secolo scorso o ai primi del presente: è comodo ma non nello stile della chiesa. Quello invece che è bello, anzi artisticamente meraviglioso, è il fatto delle pitture (che fino a poco tempo fa erano nascoste da una mano di calce): non portano la firma dell'autore, ma sono splendide. Entrando chi.SaCr_006_rsz
dalla porta centrale le si ammira sulle due pareti frontali del coro e nel coro: a sinistra c'è un San Giovanni Battista e la Santissima Trinità (purtroppo un po' deturpata), a destra San Francesco con la Madonna, il Bambino Gesù e un Martire e poi San Valentino; in coro - sono meno belli - : a sinistra S. Antonio e a destra S. Francesco d'Assisi. Eccetto le due del coro, le altre pitture dimostrano di essere opera di un vero artista o più artisti: vengono infatti attribuite alla scuola del Pordenone, cioè al Calderari e altri coetanei del 1500. Queste pitture rendono quindi preziosa la chiesetta e assieme con la linea architettonica del '400 ne formano un gioiello d'arte. Questo gioiello è stato curato abbastanza, lungo i secoli, ma il passaggio di proprietà - nel secolo scorso - dalla Parrocchia a privati (per una legge iniqua dello Stato che incamerò i beni della Chiesa), è stato negativo per la sua conservazione. Nel 1927 fu rifatto il pavimento in cemento lisciato, disegnato a quadroni e pure il tetto, sostituendo i coppi con le tegole e in ciò contravvenendo allo stile primario e antico che esige i coppi. Gli ultimi proprietari - i signori Brunetta - vendendo nel 1923 la casa e le adiacenze ai Consorti Zanette, nell'atto notarile 'scrisserò: " Non fa oggetto della presente contrattazione la chiesa detta di Santa Croce, come pure lo stesso si riserva tutta la superficie di terreno all'ingiro della chiesa per una larghezza di metri uno dal muro, misurata esternamente, come pure sarà riservato l'accesso alla chiesa ... ". Inoltre in uno scritto - conservato presso la Curia vescovi le di Pordenone - del 1906 è riportato quanto segue: " Chiesa Santa Croce che secondo la cronaca sarebbe la antica Parrocchiale dei vicini paesi ". Ora la chiesetta appartiene - pieno titolo - alla Parrocchia di Azzano Decimo, ma specialmente alla Borgata di Santa Croce, e i suoi abitanti qualche anno fa, formato un Comitato, hanno dato inizio a dei lavori di riatto. Con i dovuti permessi della Soprintendenza alle Belle Arti di Udine, si misero solertemente al lavoro: marciapiede perimetrale in cemento e cotto, finestre e porte nuove e massicce, illuminazione e - per grazia ea spesa del generoso benefattore lo "sponsor" Cassa Rurale e Artigiana di Azzano Decimo, la messa a "nuovo" delle pitture di cui sopra. A primavera ci sarà la dipintura di tutto l'interno. Ci mancava il pavimento: per farlo come intendeva la Soprintendenza, ci volevano 70-80 milioni: impossibile per le nostre casse e allora - dietro suggerimento della stessa Soprintendenza - si è ripiegato a posarlo in cotto, fissato al precedente con colla speciale: ed è riuscito veramente bene. Ora però - ripensandoci - non mancava solo il pavimento ma ci mancano i banchi e li desideriamo tutti nuovi, perché Gesù ha detto che non si può mettere una toppa nuova su vestito vecchio e viceversa. Ciò lo faremo con la pazienza e la generosità della Borgata. Abbiamo però la Parrocchia che ci ha aiutato parecchio finanziariamente nella posa dell'elettrico e nei lavori in corso assieme pure il Comune, che da questo scritto ringraziamo "ex toto corde". Ci si può chiedere: valeva la pena spendere tanto tempo, denaro, lavoro gratis di donne e uomini della Borgata per una chiesa succursale e che si usa pastoralmente poco? La chiesa, piccola o grande, non è una casa qualunque, ma rappresenta sempre il luogo ·di preghiera e della presenza di Dio: per noi nativi di via Santa Croce poi vedere la nostra chiesetta ridotta a un rudere sarebbe stata una ferita profonda, perché essa era ed è il simbolo della nostra piccola Borgata. Sia quindi perché è la casa di Dio sia perché lega e ricorda tutte le nostre famiglie nei secoli, la chiesa di Santa Croce non doveva e non dovrà essere lasciata senza cura e senza amore: lo esige la nostra religiosità e il dovere di conservare ciò che i nostri vecchi, con sacrifici e con fede, hanno costruito.

Don Ernesto Gasparotto

bol 1992 12

..

La chiesetta di Santa Croce Sei anni fa un piccolo gruppo di volonterosi della Borgata di via Santa Croce, dinnanzi alla vista della loro chiesetta bisognosa di restauri, si propose di metterci mano e d'iniziarne la "cura" risanatrice. Si incominciò dal suo perimetro esterno, non avendo alcun marciapiede che la difendesse e riparasse le sue fondamenta: così il lato sud fu trattato con una colata di cemento, mentre il lato nord la Soprintendenza volle che fossero messi dei vecchi mattoni come marciapiede, posati su un leggero strato di cemento. La chiesetta era però senza luce elettrica e con l'Enel prima e una ditta privata poi la si dotò dell' chi.1971.07.11016--rsz
occorrente. Non si poteva lasciarla senza grondaie, utili sia per riparare i muri dalla pioggia che cadeva dal tetto sia per un abbellimento e si provvide con grondaie in rame. Porte e finestre erano veramente bisognose di essere sostituite e un bravo e generoso artista di Azzano Decimo fece il tutto con serramenti in mogano, degni di un luogo sacro e così la porta centrale, quella che immette sulla strada a nord, la porta della sagrestia e le piccole finestre adornarono la chiesetta. Ora si presentavano due grossi, ma veramente grossi lavori e problemi : il pavimento, rifarlo perchè in cemento e  le pitture che si intravedevano sui muri, vicino  al presbiterio, sotto una mano di calce. Per quest'ultimo lavoro, importantissimo e costoso, provvide come "sponsor" una Banca di Azzano Decimo, sempre pronta e generosa, poi una squadra di pittorirestauratori di Pordenone, incaricati a ciò dalla Soprintendenza e ne vennero fuori dei magnifici capolavori del '500 che qui non posso descriverli, ma che bisogna andare ad am mirarli. E il pavimento? La Soprintendenza ci disse, - dopo aver fatto dei sondaggi, - che c'erano due soluzioni: la prima scoprire un po' alla volta con la "pala" il pavimento, vederci quello che c'è e poi rifarlo con marmi o con pietre appositamente scelte: costo dell'opera lire 80 milioni. La seconda soluzione, metterci sopra delle piastrelle in cotto. Con le nostre casse ... semivuote abbiamo optato per la seconda e il lavoro ne uscì lo stesso bene e decoroso, con pochi soldi.Era quasi tutto a posto se non fossero mancate due cose: i banchi nuovi e la pittura interna con quella dell'atrio. La Soprintendenza ci diede delle indicazioni e fu fatto il tutto, comodi i banchi e ben pulita di pittura nuova la chiesa. La chiesa non è vasta ma lo stesso ci voleva l'impianto di amplificazione e così fu fatto e ne venne bene! Tutto era fatto? No! Ci mancava l'inaugurazione ufficiale e solenne così il 9 ottobre U.S., con la Messa solenne cantata, concelebrata dall'Arciprete e dal sottoscritto, prima col taglio del nastro e dopo la Messa con un abbondante rinfresco, fu ultimato un lavoro durato sei anni, forse tanti ma ne valeva la pena. lo ho descritto l'iter materiale di quanto fatto, ma quello che devo anche far risaltare è la volontà tenace, la costanza del Comitato della Borgata, e inoltre la generosità di tanti - Parrocchia, Banche, Enti e tantissimi privati -; il desiderio di vedere la prima chiesa - nel tempo - della Parrocchia, essere rinnovata per essere la vera e decorosa dimora del Dio Vivente. Tante generazioni hanno pregato nei secoli passati in essa, auspichiamo che altre e tante lo facciano nei tempi che seguiranno.

Don Ernesto Gasparotto

bol 1993 12

..

Chiesa di Santa Croce

Martedì 10 giugno, la borgata di Santa Croce ha vissuto un momento di preghiera e di fede. bol.2003.12.00T-ocr-fotorsz
Durante la S. Messa celebrata da don Raffaello, è stata benedetta la statua marmorea della Madonna Immacolata, donata dalla generosità dei residenti della stessa via. La Madonna, posta accanto all'altare, poggia su un basamento di legno massiccio lavorato a mano dal Sig. Pini Pigat.

Un grazie di cuore a tutti.

bol 2003 12

 

 

 

...

La chiesetta di Santa Croce .

La faccia nascosta , con uno splendido cielo blu , in gennaio 2011

20110123chiSaCroce01rsz

 

GV