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Il campanile segreto

 
Il Campanile Monumentale  di Azzano Decimo,  ha festeggiato i 90 anni dalla sua inaugurazione,  lo scorso anno ( 2011 chi.1960.00.00003 - Version 2). Per celebrare tale ricorrenza, anche in concomitanza del duecentoquarantesimo anno dall' inaugurazione della Chiesa Arcipretale, su iniziativa di Don Dino P. e di Don  Gianfranco F. si e'organizzata una mostra, in Oratorio. Si e' pensato di fare tesoro del lavoro fatto, rendendo disponibile il materiale  presentato, anche a coloro che non hanno potuto presenziare a tale mostra. Il gruppo che ha organizzato la stessa( Tullio M. - PGiuseppe G. - Giuseppe V.), ha pensato di " tradurre le tavole " che documentavano il percorso storico dei due edifici sacri, in formato WEB. Ovvero i contenuti sono stati adattati ad essere fruibili ( si spera ) tramite PC e collegamento Internet. Per veder la mostra del 2011, clicca qui.

Fatta questa doverosa premessa, i festeggiamenti per la duplice ricorrenza, prevedevano altre attivita' che includevano tra' l'altro anche la " Mostra dei tesori della Parrocchia". Interessante anche l'iniziativa di rendere accessibile il campanile , ai parrocchiani, per salire fino alla cella campanaria. Ovviamente il tutto in sicurezza. Tra i vari visitatori che hanno salito le rampe fino alla cella campanaria, anche Ivano Mazzonetto, fotografo dilettante, che documenta fotograficamente con professionalita', impegno e passione  le varie attività parrocchiali. Di seguito come lo stesso " ha visto il Campanile " con le sue foto ed il commento di chi in gioventu' ha vissuto il campanile  ..  

S'iniza la presa di contatto con il campanile ...  superata la massicia porta in legno, il primo locale che si incontra e'  un'area spoglia, senza apparente significato, abbandonata, senza vita apparente .. ma che un tempo prima dell'elettrificazione delle campane, vantava la presenza di 3 grosse  funi per azionare a mano le campane. Sicuramente molti giovani-adulti di oggi si ricordano di aver suonato le campane sotto l'attenta regia del Ciui, re incontrastato del campanile, e conoscitore di ogni suo segreto. Chi non ricorda, che allora ...  finito il compito di suonare le campane si sfruttava l'energia immagazzinata dalle stesse per farsi sollevare da terra appendendosi alle corde. Forse rispunta il ricordo di quasi zuccate sul soffitto o i repentini rilasci della corda per evitare impatti indesiderati. ( si scusi la divagazione, ricordo di tempi passati ).

Iniziando a salire per le strette scale addossate alla parete interna del campanile, che percorrono come un serpente l'interno del campanile, si procede in una penombra interrotta dalle lampadine , oggi ben protette dopo il restauro di inizi secolo.  

Ad un tratto la luce dall'esterno attraverso un cunicolo si fionda all'interno.Nel tentativo di guardare il panorama abbagliati dalla luce entrante, occorre  abituarsi alla luce ... si scopre lo spessore gigantesco della parete del campanile. Lo spessore del campanile al livello della porta di entrata e' all'incirca 150 cm, 1,5 metri !  , a questa altezza sara' 20-30 cm di meno.

Proseguendo con il giusto ritmo sulle scale, al prossimo accesso luce, cunicolo, orientato verso sud compare.. il vecchio Cedro del Libano, che data fine 1800 inizio 1900, oramai stretto tra edifici che lo sovrastano, proseguendo si incontra uno dei primi segreti che il campanile racchiude. La scritta risale  al 1936, anno dei campionati mondiali di calcio ( in piena era fascista ), e riporta otre al risultato di una vittoria italiana sui cugini d'oltre Alpi, anche la firma dell'autore .. indovinate chi poteva essere se non il  tifoso di calcio piu' famoso di Azzano D. . ( nota campionati del mondo di calcio vinti dall'Italia).

Proseguendo " si incontrano gli spiriti di due grossi blocchi di cemento "appesi con corde di acciaio di notevole diametro, ai meccanismi dell'orologio ( similmente ai vecchi orologi a pendolo con pesi per il movimento).  Un tempo servivano, con la loro lenta discesa, a dare forza  agli ingranaggi dell'orologio il primo, ed il secondo a dare la forza di attivare il martello per scandire il passare delle ore.    Proseguendo nella salita si arriva all'altezza dei quadranti  dell'orologio, internamene individuati dalla presenza dell'orologio elettrico del campanile.   Un tempo una grossa scatola di legno racchiudeva l'orologio meccanico ( presente durante la mostra del 2011) . Dalla scatola fuori uscivano le corde di acciaio, prima indicate e le quatto aste  che comandavano  le lancette sui 4 lati dell' campanile. La foto , oltre alla firma sul   muro del Ciui, fa vedere il particolare  dell'asta e degli ingranaggi che muovono le le lancette, nonchè un contrappeso per bilanciare il peso delle stesse. Superato il cuore dell'orologio, siamo nella cella campanaria. Un'esplosione di luce, aria, senso di spazio .. dopo il percorso quasi da talpa all'interno del campanile. La   vista   puo'      pur     con   la presenza delle griglie di sicurezza, che evitano l'intrusione degli uccelli. Si cerca di riconosce i luoghi familiari dell'abitato o della campagna.. che hanno un'aspetto completamente nuovo.

Superato e gustato  il momento di adattamento,si puo' iniziare ad esplorare il concerto delle 4 campane, in momentaneo riposo, ma che incutono rispetto data la loro mole! Impressionanti  i batacchi in ferro forgiato, stanno lavorando da poco meno di 90 anni (  il concerto delle campane fu rinnovato  ..  ). All'interno delle campane troviamo delle scritte fatte  con gesso o qualcosa di simile, a ricordo dei vari visitatori  che il Ciui accompagnava o che accompagnavano lo stesso per la carica dell'orologio ( forse settimanalmente)   od in occasione dello scampanio che precedeva le feste religiose importanti. L'usura del  tempo ed il bacio del batacchio  alla campana, sono evidenti su entrambi, come dalle foto. Molto belli i  particolari  delle scritte ed i bassorilievi  sulla parte esterna  delle campane.  Si puo' notare che la campana maggiore presenta una lesione sulla su parte bassa. In effetti non e' una lesione, ma una cosa volutamente fatta. Non si sono trovate note scritte sull'argomento, ma la memoria popolare tramanda, qualche 20110703 030258 Camp IvanoMpersona oggi vivente puo' confermare tale fatto, che in occasione della salita delle nuove campane nel 1928, si e' scoperto all'atto di introdurre nella cella campanaria le stesse, che la maggiore non passava tra le colonne poste ai lati della facciata posteriore! Non sappiamo i dettagli.. ma sicuramente si e' lavorato  sulla campana  per recuperare le dimensioni adatte. Il tutto a 40 metri da terra su un oggetto di circa 1850 KG, con i mezzi tecnologici dell'epoca ...  che forse non riusciamo neanche immaginare, data la loro essenzialità.  

Altro particolare degno di nota e' la fasciatura di una colonna, danneggiatasi, a confronto con una colonna integra , il particolare del piedestallo.  Prima di terminare la visita,  la visione del panorama soleggiata allieta la  vista.  Si nota la presenza degli interventi di messa in sicurezza fatti lo scorso decennio, iniziata la discesa, tramite la corda, si richiude con una protezione in ferro, la botola di  accesso alla cella campanaria.      La discesa, ci fa vedere in altra "luce" il nostro Campanile Monumentale, cosi come lo aveva definito il suo progettista.

20120917 GV 

Il Vecchio Campanile

Il vecchio campanile , la cui data di costruzione e' antecedente al 15cam.19190101_1034__campanile_in_costruzione-B-GC00 , fu costruito con materiali provenienti dalla demolizione di altri edifici di epoca bizantina od adirittura di epoca precedente , come era in uso al tempo . Durante la sua vita ha subito vari lavori , tra cui il piu' impegnativo e' stato il notevole innalzamento ottenuto  aggiungendo un tratto di muratura sopra la cella campanaria  e quindi realizzando una nuova cella  con sovrapposto decagono su cui appoggia la guglia . Questa modifica sostanziale alla struttura ha reso la stessa molto piu' fragile dell'originale .A seguito di un sopraluogo effettuato da una commissione di tre esperti , nella seconda meta del 1905 , si raccomandava vivamente di non piu' suonare le campane , vista la condizione allarmante della torre campanaria . Gli esperti sconsigliano un eventuale restauro che non garantirebbe il risultato , pur in presenza di una notevolissimo esborso . Nel 1909 , viene fatta una seconda perizia da parte dell'ing Del Piccolo , per conto della Amministrazione Comunale . La dettagliata perizia sostanzialmente riconferma quanto detto gia' nella perizia precedente .Da notare che il campanile e' dotato  un solo quadrante orario  rivolto verso il fronte della chiesa , e quindi visibile anche dalla piazza principale pur con qualche limitazione. Al momento  ( 2011 03 01 ) son sono stati rinvenuti documenti sulla sua demolizione . Il vecchi campanile e' stato lungamente fotografato durante la sua vita da  "pensionato" , in quanto ogni foto del nuovo campanile immancabilmente riproduce entrambi  campanili .. quasi intenti ad una gara di staffetta , con il passaggio del testimone dal vecchio al nuovo campanile . Una curiosita' , raccolta per caso , indica che le campane del vecchio campanile siano state poi usate nella parrocchia di Fagnigola. In realta' leggendo , in questi giorni , le note scritte dall'Arciprete Don GioBatta Gasparotto , scritte di suo pugno , nel periodo 6 novembre 1917 ( dopo la rotta di Caporetto ) e 2 novembre 1918 , data della firma dell'armistizio , risulta che nonostante i ripetuti e strenui tentavivi di bloccare la rimozione delle campane fatti dall'Arciprete , le stesse furono rimosse ed assieme a tutte le campane delle chiesette e chiese della zona , furono trasportate , non si sa dove , per usarne il metallo .

Si legge  da Il Popolo di fine ottobre 1923 "Esecuzione di condanna ! Il nostro vecchio campanile gia' da qualche tempo condannato a morte si credeva quasi quasi che la pena venisse tramutata ; invece da qualche giorno sono incomincoati i preparativi per l'esecuzione capitale , e forse quando si leggeranno queste note , essa sarà già eseguita . Noi nel mentre compiangiamo la sua sorte , auguriamo al suo erede vita lunga e feconda . "

Passano alcune settimane e sempre da Il  Popolo ,  2 dicembre 1923 ,   " Scomparso ! La demolizione del vecchio campanile è ultimata . Anche questo antico ricordo , che ha visto nascere e morire i nostri avi e bisavi , testimonio a tante vicende , dopo una vita per tanto lunga  , é scomparso . Nell'opera di demolizione della pericolosa gulia per l'ingegno dell'armatura e per il coraggio merita un bravo il muratore Belluz Vittorio " .

Peccato che a completare gli scritti prima citati non si sia , ad oggi , trovata alcune documentazione fotografica .

20110331 Giuseppe Visentin

Il Campanile Monumentale , la gestazione

 

1905 , Anno decisivo per il Nuovo Campanile Monumentale . Nella seconda meta' del 1905 si decise di costruire il nuovo campanile . Non sappiamo quanto prima fosse nato tale decisione . In breve tempo dopo due Adunazne dei CapiFamiglia , si giunse alla fine della fase progettuale , per cui il

19060000-ResocontoPianoDecennaleFamiglieRSZ1906 era destinato ad essere il banco di prova dell'impresa " gigantesca " che la comunita' parrocchiale Azzanese aveva deciso di affrontare . Il tutto venne fatto velocemente grazie alla presenza dell'Arciprete don GioBatta Gasparotto , personaggio vigoroso e di cultura ( cio' traspare dei vari scritti autografi , sviluppati per condurre in porto i lavori ) , alla costituzione della Commissione per la Costruzione del Campanile e per finire dalle Adunanze dei CapiFamiglia , che all'epoca dovevano esssere poco meno di 300 . In settembre decisione di costruire il nuovo campanile , ed affidato il progetto all'Arc. Domenico Rupolo ( da Caneva ) .

Il 24 dicembre sempre 1905 , presentato il progetto ed approvato . Sembra di essere ai tempi 2011 , come velocita' esecutiva . Durante le Adunanze dei CapiFamiglia , di cui solo sappiamo piccole cose , fù anche deciso un piano di offerte . In uno dei LibriMastri del Campanile , compare la sezione che , con precisione millimetrica , riporta i dati di tutte le famiglie che hanno sottoscritto il piano decennale . Il piano consisteva nel decidere una cifra ( a seconda delle possibilita' della famiglia ) comunicare la stessa cifra ed impegnarsi per 10 anni al versamento annuale . Qui a lato il riepilogo dei versamenti fatti dai sacerdoti della Parrocchia di Azzano Decimo .

20110307 Giuseppe Visentin

Domenico Rupolo nasce a Caneva di Sacile il 21 novembre 1861 in una modesta famiglia di  artigiani . Già in tenera età, dopo due sole classi elementari, viene iniziato al mestiere di calzolaio, ma una precoce tendenza fa sÌ che solo dopo pochi mesi si impieghi come garzone apprendista nellaRupoloDomenicoFlocale cava di pietra, dove lavora fino a quinrlici anni. I lavori infantili da lui svolti durante il tempo libero, disegni e piccoli modelli in creta - quasi profeticamente, chiese e campanili - attraggono l'attenzione di uno scalpellino di  Vittorio Veneto, che convince il giovane a seguirlo per lavorare come apprendista presso la sua bottega, dove egli si fermerà per cinque anni, perfezionandosi nella scultura e frequentando contemporaneamente le scuole locali di disegno e ornato. ...  . Giunge a Venezia nel 1882 per iscriversi all'Accademia di Belle Arti grazie all'interessamento dei superiori e al sussirlio ottenuto dal Comune di Caneva , e vi svolge il suo corso di studii "con merito" contemporaneamente a saltuarie occupazioni  , per contribuire al proprio sostentamento. È impiegato stabilmente da tre anni come disegnatore presso l'Ufficio del Catasto  quando, nel 1890, ottiene il diploma di  Professore di Disegno architettonico'. Dai confini dell'entroterra veneto, dal chiuso mondo di provincia, il repentino passaggio nell " 'incantato" ambiente insulare schiude indubbiamente nuovi orizzonti. ... " .  In questo ambiente si forma la personalità di Rupolo , allievo di Giacomo Franco ' in una "scuola"  un ambiente destinato a segnare la sua opera . Nei pochi scritti di lui rimasti , nella prosa pomposa e un po' retorica del tempo, riecheggiano costanti motivi derivati da Boito e dallo stesso Selvatico .  Questa nasce a Venezia ed è sempre Venezia a rimanere il centro, non solo ideale, della sua attività. ..   Nell' aprile 1892 viene nominato Assistente nell' Ufficio Regionale per la Conservazione dei Monumenti del Veneto , sotto la direzione di Federico Berchet .  Si stabilisce così definitivamente nella città lagunare, continuando a svolgere l'attività pubblica di restauratore - con carica di Ispettore dal 1902 - parallelamente a quella di libero professionista, sia nel campo del restauro che in quello dell 'edilizia pubblica e privata, in città e nell' intero territorio delle Venezie, sconfinando nell' ancora austriaca Trieste e addirittura in Romania . Ma soprattutto si dedica all ' architettura sacra. Venezia, quindi, come centro di un vasto raggio d'azione. E, aggiungerei, il restauro come momento di continuità nella formazione della sua personalità. È momento fecondo, per la nascente disciplina del restauro, il periodo in cui il giovane architetto inizia ad operare ; soprattutto a Venezia, già da tempo palestra dell'evolversi dei metodi, del confronto delle teorie, oltre che delle opinioni più correnti e accese. Ed è momento basilare nella formazione : nello studio dei documenti storici, nella conoscenza delle tecniche e dei materiali, nella stessa conseguente attenzione, in un'ottica ravvicinata, per il particolare. Forse non è azzardato affermare che un certo atteggiamento quasi di distacco, espresso nel tentativo di non eccedere il senso della misura - almeno nei casi migliori del vasto catalogo delle opere di Rupolo , la sensibilità, ogni qualvolta possibile, dimostrata per la scelta e il trattamento dei materiali sono i frutti di un atteggiamento autenticamente artigianale. Da un Iato  ne è conferma l' atlivilà di scultore, svolta continuamente anche se in minor misura . In pochi anni, quindi, l'artigiano di Caneva trova conferma al suo inserimento in società non solo nelle numerose opere commissionate, ma anche nelle onorificenze ricevute  : è nominato Cavaliere della Corona d'Italia già dal novembre 1899 , Accademico d'Onore all ' Accademia di Belle Arti nel 1899,  Accademico Effettivo nel 1932, e diviene Socio Effettivo dell'Ateneo Veneto nel 1921 , nella ,stessa carica di membro nella Commissione dei Signori della Società per l'Arte Pubblica  . Credo non si possa sottacere l'importanza sentimentale di un atteggiamento etico, quasi religioso in senso lato, che travalica i confini stessi dell'architettura specificamente sacra. Quest' ultima risulta, ovviamente, più direttamente espressiva in questo senso, nella volontà dichiarata apertamente nei progetti di concretizzare quell ' afflato spirituale di uu fervente cattolico che vede negli archi "l'immagine di mani giunte" , riunendo idealmente secoli tanto lontani quanto vicini nello spirito cristiano. Domenico Rupolo muore a Caneva di Sacile il 12 ottobre 1945 , subito dopo aver ultimato la decorazione della chiesa del paese, l'ultima delle sue numerosissime opere . All'inizio degli anni 2000 , una tesi di laurea , diventa il testo che documenta tutta l'attivita' svolta dall'Arc.Rupolo . Il libro ricavato dalla pubblicazione integrale della tesi e' dovuto alla dottoressa Raffaella Portieri ( autrice della Tesi )   . Le note di cui sopra sono state ricavate dallo stesso volume . La minuziosa descrizione delle attivita' svolte dall'arc.Rupolo , ha permesso di contare ben 15 progetti per campanili di cui 11 , realizzati . Si  ricorda che prima e dopo  il crollo del campanile di San Marco ( 1902) l'architetto Domenico Rupolo era impiegato presso la Reale Sopraintendenza dei Monumenti di Venezia . Leggendo i resoconti dei giornali dell'epoca si evince che l'autore del progetto del ns campanile ha visto crollare " in diretta " il campanile di San Marco , senza riuscire a convincere in tempo utile , ( ma forse inutile si aggiunge ) che lo stato della torre campanaria di San Marco era giunta alla fine della suo onorato servizio .

20110309 Giuseppe Visentin

Il Campanile Monumentale


cam.19100000.02rsz

Il Progetto del Campanile Monumentale di Azzano Decimo . Questa e' la fotografia del progetto originale  , con indicata l'altezza , dato il tipo di scrittura  si ritiene che la stessa  sia stata aggiunta al disegno originale .  L'altezza reale , é mai stata realmente e con metodo certo verificata ? . La fotografia risale agli inizi del 1906 , e della stessa ne furono fatte varie copie o cartoline . La descrizione riportata in alto a sinistra recita :

PROGETTO

PER LA COSTRUZIONE DI UN 

NUOVO CAMPANILE MONUMENTALE

IN ISTILE CLASSICO DA FARSI PER LA CHIESA

PARROCCHIALE DI AZZANO DECIMO

 

Varie sono le critiche mosse alla linea architettonica  del campanile , se sia bello o brutto , piaccia o non piaccia , non ha importanza in quanto e' una " ICONA  " perche da monumento religioso e' diventato il simbolo del territorio azzanese . E sulle icone si può  dir di tutto , ma restano sempre ICONE .

 

 

20110309 Giuseppe Visentin 

 

 

Dagli archivi della Parrocchia di Azzano Decimo , versati nell'archivio Diocesano di Pordenone , si possono trarre varie documentazioni . Tra di esse spicca per le dimensioni un "Libro Mastro " in cui sono indicate spese ed entrate , oltreche'  appunti sullo stato dei Lavori . L'annotazione piu' antica , di detto libro, nella sezione spese  , a data luglio 1905 , riporta i viaggi fatti a Venezia per contattare l'arch.Rupolo .

19060731-ProgettoCampanileCosti01RSZ

Ad inizio 1906 iniziano i carteggi per poter costruire il Campanile , ne sono coinvolti il Comune di Azzano D.  la Prefettura di Udine  e la Curia . La prima vera operazione di lavoro manuale , inizia con l'estrazione della ghiaia . La cava fu messa gratuitamente a disposizione di un privato ( Giuseppe Brunetta ), si pensa che la cava fosse nell'area , che oggi 2011, viene detta dei Laghi di Cesena . Si puo' notare come inizio , che fa ben sperare , come l'apporto dei cittadini-parrocchiani sia  molto presente . Negli scritti di questa operazione , in cui lavorano persone pagate e persone che lavorano gratuitamente , si fanno anche i conti dei soldi risparmiati , ovvero quanto non pagato ai prestatori gratuiti di lavoro .

 

Naturalmente i trasporti dalla cava all'area del futuro campanile sono pure gratuiti . Dal Libro delle entrate , con inizio 1906 , giugno , iniziano ad affluire le offerte . Il primo ad iniziare e' stato Don GioBatta Gasparotto , seguito dai parrocchiani . Le offerte sono registrate per zona , Piazza , Capo di Sotto A , Zuiano Valler Saccon ,  Capo di Sotto B , Colle , Mantova , Burtolo S.Croce , Fratte , Pezzut Comugne , Cesene ( Cesene non e' un errore ) . Tutti nomi prima raggruppati costituivano i Riparti in cui il territorio della parrocchia era suddiviso . In totale nel 1906 vennero raccolti 2.835,25 Lire , al momento non si e'  riusciti a rapportare le lire di allora con gli Euro di oggi . Si spero nel prosegui di questa " Biografia del Campanile Monumentale"  , di riuscire a trovare delle indicazioni . A fianco il prospetto di 11 pagine , scritte in bella calligrafia ( al tempo esistevano i calligrafi ) con il dettaglio del preventivo di spesa totale e solo materiali . Come si vede il preventivo e' dotatao di marca da bollo annullata il 31 luglio 1906 . Si noti  che il preventivo per l'esecuzione dell'opera e' di circa 54.000,00 lire , mentre il costo dei soli materiali e di circa 30.400,00 lire . I ricorsi storici , all'epoca la lira aveva i decimali .. che oggi l'euro ha ripotato in voga . Il 27 agosto 1906 , inizia lo scavo delle fondamenta . La base delle fondamenta risulta di 14x14 m , mentre la profondita' risulta di 4 metri , dal che si dovrebbero essere escavati almeno 800 metri cubi , tutto il lavoro fatto a mano, pala piccone e carriole ,  e' gratuitamente svolto dai parrocchiani . ( siamo alla fine di agosto per cui il sudore doveva grondare in abbondanza )

 

Terminato lo scavo , prima di fare le palafitte su cui basare le fondamenta , si saggia il terreno , e l'ach.Rupolo , presente all'operazione , ritiene che sia non neccessario la costruzione delle palafitte di sostegno , previste nel progetto . Il 26 settembre 1906 , terminati gli scavi prima indicati , viene posta la prima pietra , alla base delle fondamenta .Il tutto alla presenza del arciprete e di tutti i parrocchiani , ovvero una cerimonia puramente parrochiale , ma con la presenza delle Autorita' Comunali . Parte quindi la " bettonata in ghiaia e cemento diretta dal capo mastro Perosa Giacomo  " , con operai a pagamento e non . Per i prestatori d'opera gratuia ,  si annotano spese per pane e vino , per rifocillare gli stessi .

Le operazioni di gettata delle fondamenta terminano inizio novembre 1906 , raggiungendo il livello del terreno circostante .  Il 4 novembre 1906 , alla presenza del Vescovo viene posta la prima pietra "Ufficiale " ( con immancabile pergamena di cui copia nei documenti archiviati ) a cui risultano invitate numerossime persone sia religiose che civili   . Due giorni dopo , il 6 novembre , si tiene la fa festa per la posa della prima pietra . Dall'invito ufficiale risultano circa 70 persone . Tra le carte in archivio e' pure rimasto conservato il menu' del pranzo  , a cui  partecipano gli invitati . In sintesi il menu' con primo piatto di pasta in brodo , tre secondi seguita da formaggio , frutta e dolce , mentre le bevande prevedevano vino bianco o  rosso e birra . 

Termina cosi' il 1906 . I lavori si fermano , per lasciar riposare la bettonata . Non avendo trovato riscontri , al momento immagino che non siano stati usati ferri per armare il cemento . Occorre ricordare , oltre al lavoro della bettonata , tutto il traspsorto del cemento dalla stazione ferroviaria di Pordenone , fatto con cariaggi , messi gratuitamente a disposizione , principalmente dai Conti di Porcia , attraverso i loro o affittavoli o mezzadri . I  Conti di Porcia risultano ancor oggi presenti nel territorio e sono  locati nel ripato di  Zuiano - Valler -Saccon  .

 

20110310 GV

 

 

L'anno 1907 , nessuna attivita' lavorativa sul campanile . I motivi ipotizzabili sono vari , uno pausa per far assestare le 19070505-LibroCampanile01EntrateUovaRSZfondamenta , del peso di circa oltre 1.000.00 tonnellate , pausa per prepararsi  fase piu' impegnativa di lavoro , pausa per raccogliere fondi . in effetti la novita' 1907 sta nell'inizio della raccolta delle uova . Tale operazione ha poi dato lo spunto alla tradizione popolare azzanese  " il campanile e' stato fatto a forza di uova " , che cosa che e' stata tramandata di generazione in generazione , affieviolendosi fino ad essere ad appannaggio dei soli azzanesi di oltre 50 anni . Nella foto a lato si dettaglia la suddivisione in riparti del territorio della parrocchia , 14 in totale , con raccolta settimanale delle uova . Il periodo e' fissato nella massima produzione delle uova e inizia il 5 maggio per finire il 3 agosto 1907 , In totale per il 1907 furono raccolte 12.658 uova equivalenti a 678,62 lire . Poiche veniva anche offerto del denaro , oltre alle uova la somma totale si attesta a 790,96 lire . Le uova , all'epoca , ma cio' e' stato fatto fino alla fine degli anni ' 60 , venivano raccolte da tutti i negozi di alimentari , per essere rivendute a chi non aveva galline , ma principalmente per essere sistemate in casse e poi rivendute a chi commerciava uova all'ingrosso . per cui le uova risultavano una moneta corrente di facile scambio contro soldi contanti , come nel nostro caso , oppure venivano onferite per essere compensate per le spese quotidiane di generi alimentari . All' epoca ma anche fino alla fine degli anni '60 era in uso "il libretto della spesa" su cui si annotavano spese fatte , anticipi versati di soldi o di uova convertite in soldi .

Ritornando al Campanile Monumentale , nel frattempo sono stati perfezionati i contratti per gli acquisti dei materiali , per i lavori del 1908 . Tra gli altri si fece il contratto per la Pietra Piacentina ( basamento del campanile ) con Giovanni Venturini di Azzida , San P.Al Natisone , contratto per i mattoni , fornace Bertoli & Comp. di Villanova di Pordenone ed infine il contratto per il cemento . A quasi fine anno , il Comune di Azzano Decimo , approva un piano complessivo  di finanziamento di 10.000,00 lire .La somma sara' erogata per 10 anni alla quota annuale di 1.000,00 lire . Considerando la previsione di spesa dell'Arch.Rupolo di quasi 55.000,00 lire , quanto stanziato e' sicuramente una cosa meritevole della piu' alta attenzione .

 

20110310 GV

 

 

 

L'anno 1908 , presenta una  novita' nelle  offerte in natura : la raccolta di offerte dei b19120529-BolleConsegnaFerrovieRSZozzoli dei bachi da seta . Al tempo molto diffuso l'allevamento dei bachi da seta , nelle campagna della nostra zona . In effetti al dila' della fatica e della estrema scomodita' che arrecavano agli allegavamenti , il lato positivo che era il primo incasso di soldi per prodotti stagionali del nuovo anno . Nel 1908 le offerte dei bozzoli poi venduti , ammontarono a circa 765,00 lire  .

Tra il 1907 ed il 1908 viene consegnata tutta la partita delle pietra Piacentina , per il basamento del campanile . In totale sono circa 76 metri cubi. Le pietre consegnate erano state lavorate in modo da rispecchiare  il disegno originale dell'arch.Rupolo .

A questo punto il LibroMastro delle spese e delle note sui lavori si interrompe . Ovvero in origine era completo , suppongo , ad oggi ,2011, risulano mancanti tutti i fogli dal dal 1908 al 1921 ( cio' facendo fede alla pagina di apertura del LibroMastro Spese .

Mancando la registrazione cronologica delle spese restano altri documenti , che indirettamente testimoniano tutto il lavoro della posa in opera , dopo accurara scelta dei mattoni del campanile . Poiche il trasporto dall fornace di Villanova di Pordenone avveniva con cariaggi messi a dispo19120616-CresciniTelegrammaTagliaPRSZsizione gratuitamente dalle varie famiglie , non si trova traccia di tutto questo .

...

Troviamo riscontro che il lavoro procede , nella bolla ferroviaria di consegna del materiale da parte della ditta Crescini di Sant'Ambrogio-Verona , datata 1912 maggio 29 , seguita poco dopo da altra simile . Tali materiali dovrebbero essere stati usati per le finiture al di sotto della futura cella campanaria  . Il materiale di cui sono fatti le finiture sottocella campanaria e' nembro chiaro .

Come si puo' vedere a lato altro documento nuovo e' il modulo di un telegramma che la ditta Crescini , manda per avvertire dell'arrivo dello scalpellino , avvertendo anche di andare a prenderlo con il cavallo , arrivando lo stesso scalpellino alla stazione ferroviaria di Pordenone . L'ordine di fornitura di tutto il materiale ( nembro chiaro , per poter realizzare la restante parte del campanile )   , realizzata secondo i disegni dell'arch.Rupolo ( purtroppo ritrovati in minima parte ) fu fatta alla Crescini . La spedizione , tramite ferrovia ,  arrivo' una parte  ad Azzano D , alla stazione ferroviaria del Valler denominata Chions-Azzano e la restante parte a Pordenone . Pensate le operazioni carico e scarico e trasporto , con i carri ! 

Nel 1913 si sperimento' la lotteria , ovviamente per raccogliere soldi per il Campanile Monumentale .

 

20110310 GV

 

 

 

Nel 1914 , tramite una quietanza del tagliapietra , si puo vedere che tra maggio e luglio , e' stata posata in opera la cella campanaria .

A questo punto altro salto con la macchina del tempo , purtroppo mossa dalla Prima guerra mondiale , si va al 1917 .

 

Il 1917 , in piena guerra Mondiale , con il fronte a meno di 80 km , il primo documento che troviamo e' un modulo di sollecito , alle famiglie che hanno sottoscritto il piano decennale di offerte , nel caso non avessero ottemperato alla promessa fatta, trascrivo il testo del modulo prestampato , sul cui retro venivano riportatai i versamenti eseguiti .

In una delle ultime sue riunioni, la Commissione
Pro'-Carnpanile, avendo rilevato dallo spoglio dei registri
che parecchie famiglie non hanno versato l'intera
somma a cui si erano obbligate per un decennio nel Giugno
1906, dette incarico al sottoscritto di fare alle medesime
un invito e una preghiera di voler pareggiare gli
arretrati e ciò per far fronte ai gravi impegni che in base
a quelle obbligazioni ha incontrato.
Vorrà pertanto la S. V. compatire se il sottoscritto
si permette sottoporle il dettaglio della sua partita perchè
voglia esaminarlo, rettificarlo se eventualmente inesatto, e
farne quanto prima il pareggio.
Conguagliati così gli arretrati, la Commissione fa
piena fidanza sulla di Lei generosa pietà e si ripromette
che voglia associarsi a coloro che hanno espresso il voto
che vengano collocate quanto prima sulla torre monumen- '
tale le nuove campane, che abbiano a salutare festose il
ritorno dei nostri valorosi soldati in seno alle famiglie con
l'alloro della vittoria , pegno sicuro di pace e di prosperità .
L'ARCIPRETE

Il 1917 , prosegue con un nuovo LibroMastro, dedicato alle campane che abbraccia il periodo 1917-1925 .

Il LibroMastro si apre con gli appunti di storia locale scritti di pugno dall'Arciprete Don GioBatta Gasparotto . Riporto il testo originale , primissime righe , molto pesanti .

un po di storia
Il giorno 6 novembre 1917 dopo la funesta catastrofe di Caporetto entrarono in questa parrocchia vero le ore 6 della mattina le prime pattuglie dei soldati Austro-Ungarici. Poco appresso cominciarono a venirsi  le truppe  regolari e poi per il corso di parecchi giorni vi fu un continuo  passaggio di truppe a piedi a cavallo con interminabile accompagnamento di munizioni  e di pezzi di artiglieria  di tutti i calibri ...

I soldati e gli ufficiali si dispersero in tutte le borgate della Parrocchia occupando cucine , stalle ,camere lasciando   alle famiglie appena appena quello che  avesse di stretta neccessita'.  ...

dopo una dura lotta con gli occupanti per salvare almeno la campana maggiore del campanile  scrive sconsolatoDon gasparotto

in conclusione tutte le campane furono portate via , compresa una presa in prestito da Gaiarine . ...

 lo scritto termina a quasi un anno di distanza , annunciando :
il 2 novembre 1918 a Vittorio Veneto fu firmato l'armistizio , poi commemorato il 4 novembre di ogni anno .

Si chiude quindi la parentesi dolorosa della Prima guerra mondiale , inizia quindi il periodo ancor piu' duro della ripresa della vita normale . Nonostante la guerra ci furono durante il 1918 , delle raccolte di offerte . Le offerte registrate , va notato , furono raccolte in lire italiane , korone tedesche e lire venete ( moneta battuta durante l'occupazione , durata circa un anno ) .Nel 1919 , non fu fatta per ovvi motivi , nessuna raccolta di offerte . Nel contempo si costituisce " L'opera di soccorso per le chiese rovinate dalla guerra " , che opera da Venezia . A seguito di una voce che indicava , che il campanile fosse stato minato durante la presenza delle truppe di occupazione , e' intervenuto l'Ufficico recuperi di Udine , che ha fatto un'ispezione , senza rilevare nienete di anomalo nel campanile .

20110321 GV

 

Nel 1920 , 5 gennaio  , si organizza la prima Adunanza dei CapiFamiglia , la vita si sta' lentamente normalizzando .I trecento invitatai partecipano all'Adunanza , sono resi edotti della situazione complessiva dei lavori e dei debiti . Viene ovviamente deciso di riprendere a raccogliere le offerte come fatto in passato , di ripartire con i lavori di ultimazione e di pensare a comperare le campane per il Campanile Monumentale  . Definiti i pesi delle campane , con l'arc.Rupolo , viene poi definito il castello , da installare nella cella campanaria , adatto al peso delle tre campane . Il 20 luglio 1920 , viene fatto l'ordine ufficiale su modulo prestampato , della Opera di Soccorso per le chiese rovinate dalla guerra , alla ditta Cavadini di Verona , delle tra campane , di 1300 , 900 e 600 kg , per un totale di 2800 KG . Vengono altresi' specificate le tonalita' e le descrizioni delle scritte da apporre . E' previsto che le campane vengano fuse all'inizio del 1921 , per solennizzare la futura benedizione delle campane e per ottnere per la parrocchia tutta un beneficio spirituale , viene indetto un " Corso di Spirituali Esercizi " , detta la Santa Missione , a cui interverranno vari personaggi ecclesiastici di valore .

19200625-MorellatoCartolinaPRSZ

" Laus Deo" , il 4 gennaio 1921 , arriva la comunicazione che le campane sono state fuse e saranno spedite entro il mese , dopo le dovute verifiche ,  da Verona . Il costruttore ed installatore del Castello per sorreggere le campane inizia la sua opera . A fianco una delle cartolina postale  usate dalla ditta Morellato per comunicare con Don GioBatta Gasparotto . Da gustare le  referenze esposte .Le campane arrivarono , nel frattempo fu montato nella cella campanaria il castello per sostenere 4 campane . Le campane furono trasportate con carri addobbati  e furono poi benedette , come certificano foto del''epoca . Furono poi alzate ed installate nella loro sede naturale . Inizarono la loro attivita' , forse un po' frenetica .. per recuperare il silenzio degli anni trascrosi . Una lettera del Comune al parroco , sottolinea un reclamo per l'uso intenso delle campane , siamo in piena estate 1921 . Il 6 novembre 1921 , come desunto dal libro "Le parrocchie della Diocesi di Concordia-Pordenone ( 1977 ) ", non avendo trovato documenti nell'archivio della Curia , viene inaugurato il Campanile Monumentale . Negli anni successivi , tutto procede normalmente .Nel 1928 , la campana mediana , nota Mi , del peso di circa 900kg , si rompe e viene rifuda dalla ditta DePoli di Udine . Ovviamente la raccolta di offerte per terminare di pagare i debiti contratti , per la costruzione del campanile , prosegue come pure prosegue il contibuto di 1.000,00 lire da parte del Comune .

Verso la fine del 1922 , come da notizie presenti nel Popolo , si rilevano  , prima la rottura della campana mezzana , poi la rottura del batacchio della campana maggiore , per fortuna la campana piccola ha continuato il suo rumoroso lavoro . Ad inizio 1923 , la campana rotta , viene smontata dal castello del campanile ed inviata per la rifusione , probabilmente ad una fonderia dell'Udinese . In assenza di conferme si ritiene che la campana rifusa e la riparazione / sostituzione del batacchio siano avvenute nell' anno 1923 .

2100331 Giuseppe Visentin 

 

Passano gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale , con tutte le nefandezze della guerra civile , senza arrecare danni agli edifici religiosi.Un segno di ammodernamento si vede nell'operazione di elettrificare il movimento delle campane , fatta inizio anni 60 , risparmiando cosi' la fatica al Ciui di tirare a mano le corde delle campane .Verso la fine degli anni '60 , il batacchioo della campana maggiore viene sostituito , il peso del batacchio , ottenuto in un sol pezzo per forgiatura , e di' poco meno di 100kg .

Il 6 maggio del 1976 , data che tutti i Friulani ricordano per il terremoto , non ha provocato particolari danni al ns territorio . Il Campanile , ha oscillato e le campane hanno suonato , ovviamente senza intervento umano . Il 15 settembre sempre 1976 , la scossa e' stata ancor piu' forte , ed il campanile ha nuovamente suonato con ancor maggior intensita' .

20110324 GV

Nel 2002-2003 , il Campanile Monumentale viene sottoposto ad un attento ed approfondito lavoro di restauro-aggiornamento .Di seguito quanto riportatao con presicione e dettaglio dal direttore dei lavori .

Si sono recentemente conclusi i lavori di restauro del Campanile. Lintervento, come già noto, ha riguardato sia la parte muraria che quella "tecnologica". Per quanto riguarda la parte muraria sono state affrontate tutte le situazioni di degrado dovute al naturale invecchiamento dei materiali, ma soprattutto all'azione disgregatrice degli agenti atmosferici (piogge acide, gelo, ecc.), che avevano interessato quasi esclusivamente il paramento esterno. Nelle parti in mattoni faccia vista sono risultate dilavate, talvolta anche in profondità, le giunzioni in malta, specie nelle zone a minor congenita resistenza della stessa; i mattoni sono risultati deteriorati 2003.12.00T-Lavorisuperficialmente con vistosi fenomeni di sfogliamento nella parte bassa della canna specie nel lato nord, soggetta maggiormente all 'azione delle piogge, ma anche in questa circostanza per una minor congenita resistenza e/o compattezza del materiale. Si è proceduto al consolidamento dei mattoni mediante successive applicazioni, a rifiuto, di silicato di etile. La fugatura è stata ripresa e/o integrata fino in profondità con l'impiego di malta di calce idraulica naturale, per evitare possibili sviluppi di efflorescenze saline. Le parti lapidee ubicate principalmente nella zona della cella campanaria, sono risultate in corso d'opera fortemente ammalorate e presentavano diffusi fenomeni fessurativi, talvolta vistosi, evidenziando la possibilità di stacchi di parti, anche consistenti. Lintervento di consolidamento e restauro è risultato oltremodo complesso determinando un aggravio temporale ed economico rispetto a quanto originariamente previsto. È stato necessario inoltre ricorrere a personale altamente specializzato oltre che esperto, reperito inoltre in tutta urgenza: l'impresa Reginato ha affrontato in modo impeccabile la imprevista situazione, manifestando, oltre alla già nota professionalità, un appassionato impegno nelle inusuali lavorazioni di restau ro, ben oltre l'ambito degli obblighi contrattuali. Il conseguente risultato non lascia adito che al generale compiacimento. Sono state pazientemente ricostruite tutte le giunzioni tra gli elementi lapidei usando all'interno malta di calce idraulica naturale e in superficie marmorino di calce additivato con una piccola percentuale di emulsione acrilica per evitare fenomeni di ritiro. Sono state faticosamente rimosse le incrostazioni carbonatiche presenti. Sono stati rimossi gli ossidi colloidali metallici superficiali. Sono stati applicati su buona parte della superficie impacchi di carbonato di ammonio, con pompa di carta. Nelle fessure sono state effettuate iniezioni con resine epossidiche in profondità e sono state impiegate barre in vetroresina a diametro variabile per ricomporre le parti staccate, previo incollaggio sulle superfici a contatto. È stato effettuato un consolidamento generalizzato di tutto il paramento lapideo mediante applicazione di prodotto consolidante-protettivo RC90. In corrispondenza delle lesioni più ampie sia nella parte lapidea, (parte bassa della cella), che nel paramento in mattoni faccia vista sono state eseguite delle iniezioni armate in barre di acciaio inox di opportuna lunghezza, ancorate con miscela di calce idraulica naturale. Sono state inoltre realizzate delle tirantature a mezzo muro sia verticalmente, dalla sommità della cella alla base della canna, che orizzontalmente, nei livelli carenti di collegamento trasversale, in barre di acciaio dywedeg aderenti alle murature mediante l'impiego di miscela di calce idraulica naturale. Le piastre di riscontro, sulle quali è stata effettuata una modesta precompressione nella muratura, sono state mascherate sia per motivi architettonici, che per limitare, per quanto possibile, il degrado delle stesse. Sono stati pure sostituiti gran parte degli intonaci cementizi realizzati circa quarant'anni or sono, di cui la parte posta a nord del tamburo si era già staccata cadendo fortunatamente nel sottostante ballatoio in pietra. In questa zona si è dovuto sostituire con il tradizionale modello cuci-scuci anche la sottostante muratura che risultava gravemente ammalorata. Sono stati impiegati intonaci a base di calce idraulica naturale simili agli originali in parte ancora presenti. La cuspide realizzata in singolari elementi di cotto, a misura decrescente in altezza, di pregevole e inimitabile fattura, nonché posta in opera con vera maestria, presentava solo locali abrasioni nella fugatura e una lesione orizzontale alla base del tamburo in pietra di sommità. È stata comunque localmente stilata nelle giunzioni nonché irrigidita da una protesi metallica inter- na, che scende anche sul tamburo e si ancora a livello della sommità della celIa alle tirantature verticali di nuova realizzazione. Tutto il paramento esterno è stato preventivamente idro-lavato con l'impiego di battericida ad ampio spettro e al termine delle lavorazioni sottoposto ad un trattamento protettivo con prodotto reversibile a base silossanica. Internamente si è proceduto al consolidamento delle scale in pietra a sbalzo della muratura rea2003.12.00T-campana4lizzando una protesi metallica di sostegno alla estremità libera, sulla quale è stato pure innestato il nuovo regolamentare parapetto metallico. Sono stati pure posti in opera internamente al fusto dei ripiani a struttura metallica, per favorire il comportamento scatolare della struttura e quindi aumentarne la rigidezza e resistenza specie alle azioni dinamiche. Passando alla "parte tecnologica" citiamo innanzitutto la sostituzione di tutto l'apparato campanario.  

È stato realizzato un nuovo castello metallico su due piani a sostegno delle campane, ora portate al numero di quattro. È possibile quindi realizzare il tradizionale concerto in terza "a slancio friulano" e quello più lento e solenne a quattro campane. Sono stati interamente sostituiti tutti gli organi di sostegno (ceppi) oscillazione (cerchi e catene) e movimento (motori) delle campane e tutto l'impianto elettrico di alimentazione (quadri e linee). È stato realizzato un nuovo impianto di protezione delle scariche atmosferiche "a gabbia di Faraday" collegato al precedente "a captazione". Sono state poste in opera grate metalliche di sicurezza nelle grate metalliche della cella campanaria e antivolatile lungo le feritoie del fusto. Limpianto di illuminazione interno lungo il fusto e nella cella è stato interamente rifatto. Il Comune ha provveduto a rinnovare l'illuminazione esterna con proiettori posti alla base della cuspide e sulla sommità degli edifici circostanti. Limpegno finanziario è stato notevole e ha raggiunto quasi quattrocentomila euro di cui circa quarantamila a totale carico della Parrocchia dovuti principalmente al maggior onere per il recupero della parte lapidea della cella campanaria. Va dato un doveroso ringraziamento alle maestranze, al donatore del nuovo e maestoso portone ligneo di accesso, ma soprattutto all'architetto Marcello Molteni per la consulenza tecnico-scientifica nel restauro della parte lapidea e in cotto nonché all'assistente del mio studio geom. Massimo Magris e dell'impresa coordinatrice geom. Mauro De Piero: solo con il loro appassionato impegno è stato possibile pervenire, pur tra le numerose difficoltà operative e burocratiche, alla conclusione dell'intervento .

Il Direttore dei Lavori Ing. Arturo Busetto

bol. 2003 12  

Durante l'inaugurazione del Campanile , in una splendida giornata di sole , ovviamente fredda data la stagione ( 07 dic 2003 ) si e'  registrato , improvvisando , il suono delle campane . Assieme alle campane anche il vocio della gente che' presenziava alla Cerimonia . Di seguito il ricordo sonoro .

 

20110324 GV


 

Ricordi del Campanil di Azzano

Ricordi

"Prima di morire vorrei sentire una volta il suono delle campane che hanno accompagnato tutta la mia vita, vorrei tornare a rivedere il campanil d'Azzano " , sono le accorate espressioni di un'anziana signora , ospite di una casa di riposo ( situata nella ns provincia ) dove si sente come una straniera " perche quasi tutti parlano il "tedesco" ( friulano ) e io non riesco a dialogare con gli altri ospiti , qui non conosco nessuno "

bol 1988 04

 

STRUGGENTE NOSTALGIA " PER IL PAESE NATIO Vanilia Marcuz Moretti è una vivace ottantenne che dalla terra francese, che l'ha accolta negli anni giovanili, ci fa pervenire un messaggio carico di nostalgia. La rievocazione dell'infanzia, vissuta in Cesena in una famiglia di mezzadri dei conti Porcia, e degli anni di scuola, trascorsi con l'indimenticata maestra Marialina Bellavitis di Tiezzo, costituisce il riferimento più significativo di un legame non spezzato con il paese d'origine. Quegli anni felici si chiamano Cesena - Azzano Decimo - Italia. Felici nonostante la povertà e le ristrettezze allora comuni ai più. Poi la necessità di uno strappo che si è rivelato sempre più definitivo e irreversibile. Partire con la speranza di ritornare e poi ... non tornare più. Quanti dei nostri hanno vissuto questo distacco, queste lacrime? E forse anche la ribellione per aver dovuto prendere, senza possibilità di scelte alternative, la via dell'emarginazione e dell'ignoto. Nelle belle espressioni di Vanilia risuona l'eco di questo dramma che anche lei ha vissuto in prima persona e che ora richiama ai suoi conterranei, anche per chiudere un pensiero che l'aiuti a sentirsi ricordata e ancora parte viva del paese mai dimenticato. «Cara Italia, cosa hai fatto / per fare i tuoi figli contenti? / Li hai spediti nei quattro continenti / per guadagnare un gruzzolo d'or. / Dall'America all'Australia / dalIa Russia al Brasile, / ma il nostro campanile / lo abbiamo sempre nel cuore. / Quello è stato il primo amore. / Abbiamo lavorato e avuto gli onori, / ora abbiamo la nostra casetta / e la vita passa discreta ... / Ma Azzano è sempre nel cuore. / Quello è stato il primo amore. / Abbiamo imparato la lingua straniera / abbiamo imparato tante cose / e mai dimenticate le più preziose / il nostro caro Azzano. / Ora siamo molto lontani / e troppo vecchi per viaggiare / così la cenere di noi italiani / nel Mondo intero va a volare». 

bol 1996 05  


RICORDI DEL "MIO CAMPANILE"  Din, don, dan, din, don ... dan ... è l'allegro e festoso concerto delle nostre campane nel quale, alla maggior parte della gente, ne sfugge l'esistenza di una quarta, aggiunta in occasione della recente ristrutturazione, generoso omaggio degli azzanesi di Toronto. Questo suono amico mi riporta alla memoria i bei tempi della mia infanzia e dell'adolescenza quando il campanile ed il suono delle campane avevano sicuramente un significato più importante ed autentico, non foss'altro per il fatto che si dovevano suonare tirando le lunghissime corde che penzolavano fino a terra in quella specie di "caverna" tuttora rivestita di "graffiti" e di firme di innumerevoli generazioni di "campanari" dilettanti. Costoro, sotto l'occhio vigile e l'abile regia dell'indimenticato Ciui e senza altro premio che la possibilità di un'escursione fino alla cella campanaria per ammirare una volta tanto Azzano dall'alto, si sobbarcavano la fatica di un concerto a base di "tiro alla fune", il quale si concludeva spesso con delle solenni zuccate sul soffitto della suddetta "caverna", appesi alle corde nella fase finale del concerto. Erano i tempi in cui il campanile era "abitato" non soltanto dai piccioni e dagli storni; ogni avvenimento che richiedesse il suono delle campane portava alla sua base frotte di ragazzini, spesso impegnati a girare attorno al basamento, in un precario quanto difficile esercizio di equilibrio, con la punta di piedi infilata in quella piccola fessura orizzontale che tuttora esiste. "Oh che bei tempi!! Quanti "piazzaioli" o "periferici" se li ricordano?". Per non parlare del suono allegro e particolare (scampanotar) durante le processioni, appannaggio esclusivo del Ciui che, con il suo marchingegno, rallegrava le stesse, autentiche feste di popolo oltre che cerimonie religiose, con tanto di paggetti, bandieroni, baldacchino o statue le quali, secondo la festa, venivano accompagnate per le vie del centro in un tripudio di canti e di preghiere. "Panta rei", tutto passa, dicevano gli antichi. Restano soltanto i ricordi e la nostalgia per tempi ed età che non torneranno più, anche se il nostro campanile rimesso a nuovo e con la sua "voce" rinforzata dopo il restauro è sempre al suo posto, a vegliare sugli azzanesi, d.o.c. e non, i quali sono sempre più distratti e non gli dedicano le attenzioni che si meriterebbe. Azzano non è più un: - "PAESE DI CAMPI, DI SEMPLICE GENTE, CON TANTE MEMORIE MA SENZA UNA STORIA" - per dirla con l'autore della canzone dedicata al suo campanile; è una cittadina vivace e dinamica che ha saputo conquistarsi un suo ruolo nel territorio; ma non deve dimenticare che: - "LASSÙ C'È UNA CROCE CHE TI BENEDICE, COL PATTO D'AMORE DEI PRIMI TUOI Dì. SE TU SEI LONTANO, RITORNI FELICE FA QUEL CAMPANILE TU CANTI così: ... IL CAMPANIL D'AZZANO ... "

Pietro Gasparotto

bol 2004 06

 

Nostalgia

Nostalgia

Dal loro alto poggiolo sulla torre snella

Immote guardan le campane

Al sagrato della chiesa madre,

Dove occhi s'accendono di gioia

Al riso e ai fiori di nuovi sponsali,

O mesti salutano chi per sempre

Se ne va e confortano chi resta nel pianto.

La mole campanaria s'è ingabbiata

Per rifarsi il look, togliersi rughe,

Curarsi gli acciacchi del tempo

Ed infilarsi nel vestito nuovo.

Ma, come gelosa suscettibile dea,

Ha chiesto in sacrificio

- Per quanto l'opera duri - tutti

Gli scampanii festosi, tutti

I rintocchi gravi lenti solenni

D'ogni estremo addio.

Non uno risuoni - pare che prescriva

Imperiosa - in quest'aria di solidali affetti

Un sia pur modesto surrogato

Dell'antico nobile richiamo,

Neppure una succedanea nota toccante,

Che da viscere di bronzo si sciolga

E tenera e dolce inviti

A spartire gioia e dolore.

Un (neo) parrocchiano

boll 2003 12

 

 

Poesie

El Campanil de Azzano

Per chi no lo savese, el nostro campanil

a lè sta fat di vovi e de union

parchè a qui tempi non gera bondanza

solo miseria e tanta fratellanza.

Ogni sabo de sera se andava a rincurar

quel che ogni fameia i podeva dar

do, tre voveti par casa, secondo la stagion,

quela gera la oferta, nisuna discusion.

Par ani e anorum lè andà avanti sto mulin

quei che no i gaveva vovi i ne dava un ventin,

50 schei, un franco che pareva un milion

intanto se ingrumava e che benon.

I nostri veci i ga lavorà con pasion,

un ricordo i ga lasà che lè un campion

podemo vantarse con orgoglio e reson

parchè no ghe nè un altro in tutta la region.

Le campane le sonava sempre in terso

a messa granda, lera in gran concerto

i tosati e i campaneri i le sgorlava a pitinton

che se le sentiva sonar fin a Pordenon.

L'oroloio se lo vedeva de lontan

se sentiva i boti, se tirava i oci,

par vardar l'ora, gera una compagnia

ades lè vignut veci o che malinconia.

Al se ferma, al va avanti,

al bate, noI rebate, lè stanco,

là bisogno de cura, o de riparasion

o lè ora che el vade in pension.

E i giovani nostri che tutto i cambia e remena

che i fai core l'oroloio a la giusta maniera

che se posa vardar con fiducia lassù

senza sbasar la testa e dir noI va più.

L'oroloio al deve bate le ore benon

giuste e precise par tutti i canton

da la si ma del campanil che parte la union

questo se augura la popolasion.

 

Nina Ceschin