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Don Lino Masat , nato ad Azzano Decimo , 23 settembre 1909 , ordinato sacerdote nel 1933 , cooperatore a Concordia S. 1933-1938 , parroco di Vivaro dal 1938 al 1946 , , per poi passare a Vigonovo di Fontanafredda fino alla quiescenza ,  per motivi di salute , nel 1972 .

Verso la fine di Ottobre 1972   il nostro compaesano Don Lino Masat, per 26 anni Arciprete nella popolosa Vigonovo in Comune di Fontanafredda, ha chiesto al Vescovo di essere dispensato dalla guida della Parrocchia. E' così ritornato ad Azzano, il suo paese natale, e vive assieme alle buone sorelle che gli furono accanto nelle varie parroc- chie dove svolse il suo ministero. Non è venuto però il carissimo Don Lino a fare il «quiescente», difatti egli si è messo disponibile per l'assistenza religiosa nella vicina e fervida Parrocchia di Fiume Veneto, dove è stimato Arciprete, un altro nostro paesano, Don Ernesto Gasparotto.

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LA MESSA DI 50° DI DON LINO MASAT La nostra Parrocchia ha gioito, domenica 10 luglio 1983, attorno ad un altro dei suoi figli: don Lino Masat, , che proprio nell'anniversario della consacrazione della Chiesa Arcipretale ha celebrato il 50" di sacerdozio.Preceduto da una lunga fila di chierichetti e accompagnato dai nostri sacerdoti, don Lino si è accostato all'altare fra numerosi fedeli plaudenti. In questi lunghi anni di ministero sacerdotale don Lino si è fatto sempre ben volere da tutti per il suo carattere aperto, la facile comunicativa e la semplicità dei sua modi. Ha iniziato la sua attività pastorale come cappellano a Concordia, dove è rimasto per 7 anni; è stato Parroco a Vivaro per altri 7 anni, infine per 27 anni è stato Arciprete a Vigonovo, dove la popolazione lo ricorda ancora con affetto e lo chiama spesso. Nel 1972 si è ritirato dal suo ministero parrocchiale e da allora vive con le sorelle nel suo paese natale. Benchè in pensione don Lino è sempre stato disponibile in parrocchia e fuori: ha assistito il Parroco di Praturlone per un decennio, svolge tutt'ora molti servizi nella parrocchia di Chions, a Panigai in particolare.

Egli ricorda volentieri la fede genuina di un tempo ed anche durante la predica nella sua Messa Giubilare, con molta semplicità e spontaneità ha ricordato diversi episodi di vita parrocchiale che lo hanno visto giovane protagonista. Alle Nozze d'oro' sacerdotali era presente anche il novello Arcivescovo mons. Mario Peressin, che ha rivolto al festeggiato parole augurali ed ha ricordato di essere stato presente alla prima messa di don Lino, nel 1933, in veste di chierichetto. La comunità parrocchiale ha voluto offrire a don Lino Masat un omaggio e un gradito rinfresco in Oratorio. Elena Pignat Lanfranco

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Improvvisa scomparsa di don Lino Masat Giovedì 4 ottobre 1990, nel pomeriggio, ha avuto luogo il rito funebre per don Lino Masat, morto il martedì precedente all'ospedale di Pordenone. Alla concelebrazione, presieduta dal Vescovo, hanno partecipato molti sacerdoti e numerosi fedeli del luogo e altri convenuti dalle parrocchie in cui egli aveva svolto il suo ministero. Nativo di Azzano, aveva 81 anni, compiuti il 23 del mese scorso. Ordinato sacerdote nel 1933, esercitò la mansione di cooperatore a Concordia per cinque anni, di parroco a Vivaro per sette anni, di arciprete a Vigonovo dal 1946 al 1972; parrocchia che lasciò anzitempo per ragioni di salute. Gli ultimi 18 anni li trascorse ad Azzano, oggetto delle premurose cure della sorella Ginesta. Dire di lui dopo 18 anni di silenzio e senza precedenti di rinomanza diocesana non è facile; sono defunti i compagni e i parroci confinanti del suo tempo. Qualche notizia l'abbiamo raccolta da persone mature ed anziane dei luoghi in cui operò come sacerdote. A Concordia, dopo 52 anni, lo ricordano per l'affabilità, tanto da raccogliere l'unanime simpatia della gente. Affabile, ma insieme così timido da non osare di salire sul pulpito, e donlinomasat01rszsoltanto dopo due anni, su interventi di monsignor Frasanchin, affrontò la predicazione di trenta giorni consecutivi durante il Mese di maggio. A Vivaro esercitò il servizio durante la guerra rivolgendo la sua attenzione in modo particolare al canto. Si distinse nella assistenza ai partigiani, tanto che i tedeschi pensarono di incendiargli la canonica; a salvarlo fu l'intervento del sindaco. A Vigonovo invece ebbe modo di esprimere le sue qualità umane sacerdotali e amministrative. Appassionato del canto, con a disposizione il grande organo, inaugurato nel 1902 dal card. di Venezia, il futuro Papa S. Pio X, potè organizzare una corale polifonica di tutto rispetto che si produceva anche nelle Chiese vicine. Ivi è indimenticabile il temperamento gioviale, accogliente, paziente, fraterno, tale da renderlo a tutti beneamato, lieti di rivederlo ogni anno alla Festa dell'Assunta, titolare della parrocchia, a celebrare e predicare. Il carattere sorridente e faceto gli attirava la simpatia dei ragazzi e dei giovani, il che gli consentì di sviluppare un fruttuoso lavoro nell'Azione Cattolica e di ristrutturare l'Oratorio con la sala del cinema. Modi accattivanti i suoi, per cui riusciva bene accetto ai ragazzi anche nella vecchiaia. Zelante in tutte le attività della cura pastorale ebbe a cuore il decoro della Casa di Dio. Restaurò la guglia del campanile, compromessa dal terremoto del 1936, ripulì tutte le superfici della vasta Chiesa riportandole allo splendore originale del marmorino, esempio unico in Diocesi. Dal trentino Duilio Corompai fece dipingere il soffitto della medesima. In Azzano, con i limiti imposti dall'età e dalla salute, non mancava di attendere alla confessione e soprattutto alla visita dei malati e alla preghiera. Tutto liscio nella sua vita? Non sempre, ma sempre superato con la pazienza. Un sacerdote, don Lino, che non entrerà nella storia, ma che è entrato nel cuore di quanti lo hanno conosciuto.

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10° anniversario della morte di don Lino Masat .  Don Lino Masat è ritornato alla casa del Padre il 2 ottobre 1990. Aveva iniziato l'attività pastorale come cappellano a Concordia, dove rimase sette anni; poi parroco di Vivaro per altri sette e infine per 27 anni arciprete di Vigonovo. Nel 1972 si era ritirato dal ministero parrocchiale per vivere con le sorelle ad Azzano. Benché in pensione, don Lino si è sempre dimostrato disponibile in parrocchia e fuori. In occasione del 50° di Messa è stato scritto di lui: "Se incontrate. un sacerdote dal viso roseo come quello di un fanciullo, dall'espressione sempre sorridente, che definisce ogni cosa grandiosa, stupenda, meravigliosa; se gli chiedi: Può ... e non ti lascia finire, perché con gioia sincera ti risponde: Subito ... , ebbene, quello è don Lino". Ricordarlo è gradito e doveroso.

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