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Mons. Mario Perissin 2

Per un'approfondimento molto dettagliato della mole di lavoro svolto dallo Stesso.

 

 

-Monsignor Mario Peressin è nato il 17 maggio 1923 ad Azzano Decimo (Pordenone) da Luigi e da Augusta Favot. Incardinato nella diocesi di Concordia-Pordenone, ha svolto i suoi studi nel seminario vescovile di Pordenone e nella Pontificia Università Lateranense di Roma.

-È stato ordinato sacerdote il 30 giugno 1946 dal vescovo di Concordia Mons. Vittorio D'Alessi. Ha conseguito la laurea in utroque jure ed ha seguito alcuni corsi liberi presso l'Università «Pro Deo». Dopo l'ordinazione sacerdotale ha ricoperto per tre anni l'ufficio di vicario cooperatore nella cattedrale di Concordia. Chiamato al servizio diplomatico della S. Sede, dopo aver seguito i corsi preparatori presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica di Roma, ha successivamente percorso tutti i gradi della diplomazia nei seguenti paesi: Filippine, Brasile, Argentina, Paraguay, Cile, Perù, Ruanda, Burundi, Uganda, Stati Uniti d'America, Guatemala, El Salvador, Germania Federale e Austria.20130117 0----

-Dal 1978 al 1983 ha ricoperto l'ufficio di Rappresentante Permanente della Santa Sede presso le Organizzazioni Internazionali consede a Vienna, con il grado di Ministro. Per due anni ha pure prestato servizio presso il Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa, alle dirette dipendenze del Segretario di Stato di Sua Santità, Cardinale Agostino Cesaroli. Il suo servizio di collaborazione con il supremo ufficio pastorale dei Sommi Pontefici lo ha messo in contatto diretto con la vita e i problemi di svariate chiese locali di tutti i continenti della terra, ricavandone preziose esperienze religiose e pastorali.

-Il 7 aprile 1983 il papa Giovanni Paolo II lo nominò Arcivescovo Coadiutore, con diritto di successione, della Sede Metropolitana di L'Aquila.

-Ricevette la consacrazione episcopale il 29 giugno 1983 nello stadio dell'Oratorio parrocchiale di Azzano Decimo alla presenza di migliaia di persone, oltre cento sacerdoti e dodici vescovi. Il sacro rito fu presieduto dal Cardinale Sebastiano Baggio, Prefetto della Sacra Congregazione per i Vescovi, assistito dall'Arcivescovo Carlo Martini (ndr da non confondere con l'Arivescovo Carlo Maria Martini) dell'Aquila e da Mons. Abramo Freschi, Vescovo di Concordia. Il neo-eletto Arcivescovo, al termine della sua consacrazione, ringraziò con commosse espressioni il Santo Padre, il cardinale Baggio, i Vescovi e i Sacerdoti concelebranti, le autorità, e tutti i presenti per la partecipazione, le preghiere e gli auguri ricevuti ed assicurò di portare sempre nel suo cuore il ricordo affettuoso della Sua terra natale, mentre promise alla nutrita delegazione dell'Aquila, presente, oltre che con l'Arcivescovo, anche con il Sindaco dr. Tullio De Rubeis, il presidente della Provincia dr. Serafino Petricone e numerosi sacerdoti, di mettersi a servizio completo della sua nuova missione.

-Il clero aquilano gli offrì il pastorale di egregia fattura, con il monogramma di S. Bernardino da Siena e con la dedica: «I sacerdoti dell'Aquila «toto corde» al loro vescovo». Lo stemma di Mons. Peressin è coronato da due stelle che indicano i due comandamenti fondamentali di vita cristiana: l'amore a Dio ed al prossimo, resi espliciti dal motto «ex toto corde» (con tutto il cuore). 

-Il 31 dicembre 1983 il papa Giovanni Paolo II accolse la rinuncia al governo pastorale della Chiesa Metropolitana dell'Aquila presentata da Mons. Carlo Martini in conformità al can. 401 par. 2 del Codice di Diritto Canonico per motivi di salute. Gli successe, in forza della nomina ad Arcivescovo Coadiutore «cum jure successionis», S.E. Mons. Mario Peressin, che diventò quindi il nuovo Arcivescovo Metropolita dell'Aquila. Va ricordato che Mons. Carlo Martini ebbe Mons. Peressin come collaboratore nel servizio della Chiesa in America Latina e nelle Filippine. Fin dai primi tempi del suo ministero episcopale Mons. Peressin, reso si conto della triste situazione in cui verte la famiglia in Italia e nel mondo per crisi di cultura e di fede, si è impegnato con assiduità a rinnovarla spiritualmente e moralmente, perché essa resta sempre il nucleo fondamentale della società civile ed il centro principale della vita della comunità ecclesiale. Per sensibilizzare maggiormente il clero ed i laici, il 24-26 aprile 1989 presso il Santuario della Madonna di Roio ( ndr distante circa 4 km dal centro dell'Aquila) celebrò un Convegno Diocesano sul tema «Famiglia: chiesa domestica». Quattrocento persone convennero da tutta l'Arcidiocesi per verificare, da una parte lo stato di salute spirituale, morale e sociale della famiglia nel territorio diocesano, e dall'altra per cercare di individuare gli obiettivi operativi, concreti e più emergenti di una pastorale specifica, che all'interno della pastorale comune, fosse tesa a formare e sostenere famiglie coscienti della santità e dei doveri del proprio stato, famiglie nutrite di verità, di amore e di grazia sacramentale. Nel settembre dello stesso anno in una ulteriore assemblea fu distribuitala pubblicazione degli Atti del Congresso, contenenti i documenti elaborati dalle Commissioni preparatorie, i lavori dei gruppi di studio, le relazioni dei vari oratori, ecclesiastici e laici, e le direttive conclusive di Mons. Arcivescovo. Il Consiglio indicò come obiettivo primario della pastorale della comunità ecclesiale la rievangelizzazione del matrimonio-sacramento, perché il rinnovamento della famiglia comincia dai candidati al matrimonio. Un altro problema che sta tanto a cuore a Mons. Peressin è la cultura della vita contro la cultura della morte, che sta dilagando dovunque. Il suo impegno sincero, deciso, costante e chiaro per la vita ha incontrato le reazioni più scomposte e cattive, ma nulla lo ha scoraggiato. Infatti tutti sanno con quale tenacia ed esemplare coerenza ha sempre continuato nella linea, che è quella del Vangelo e della Chiesa, di gelosissima e vigorosa difesa della vita: tutto secondo indicazioni precise del Santo Padre. Il bambino ha diritto alla vita fin dal suo concepimento, perciò l'aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale, che la Chiesa condanna con una pena canonica di scomunica.

-A questi interventi di carattere spirituale e morale ha saputo unire altri di particolare interesse materiale: la ristrutturazione di tanti edifici religiosi assai fatiscenti. Per la durata di quattordici anni ha restaurato e sovvenzionato i locali del seminario, della curia, dell'episcopio e della cattedrale per salvarli dalla rovina. Nel contempo ha adeguato gli impianti elettrici, termici e idrici di questi edifici secondo le leggi della Comunità Europea ed ha dotato la chiesa cattedrale di banchi nuovi, in legno di noce americano. Nel 1992 completò la Visita Pastorale all'Arcidiocesi, rendendosi pienamente conto della situazione spirituale e materiale delle parrocchie visitate. Le notizie sulla Visita sono raccolte in un grosso volume.

-Agli inizi dell'anno 1995 l'Arcivescovo Peressin, per motivi di salute chiese alla S. Sede di essere sollevato per un lasso di tempo dall'esercizio del governo pastorale dell'Arcidiocesi. Il Papa accolse con benevolenza la richiesta e il 14 marzo di quell'anno nominò Mons. Giuseppe Di Falco, vescovo di Sulmona-Valva e suffraganeo della sede metropolitana dell'Aquila, Amministratore Apostolico dell'Arcidiocesi per il periodo di convalescenza dell'Arcivescovo Metropolita. Vi rimase fino al 12 marzo 1996, giorno in cui Mons. Peressin riprese il suo ministero, aiutato da Mons. Giuseppe Molinari, già vescovo di Rieti, che il Papa nominò Arcivescovo Coadiutore di L'Aquila e che, il 18 marzo successivo, l'Arcivescovo Metropolita dell'Aquila lo nominò Vicario Generale, con effetto immediato. Non c'è campo della vita ecclesiale dell'Arcidiocesi in cui l'Arcivescovo Peressin non abbia lavorato con esemplare impegno apostolico, mosso sempre dal suo grande cuore. Nel campo liturgico lascia un'impronta indelebile con la pubblicazione del Proprio dei Santi dell'Arcidiocesi, insieme al Proprio diocesano della Liturgia delle Ore. L'impresa storica è stata portata a compimento in piena consonanza con le direttive impartite al riguardo dalla Congregazione per il Culto.

-Storico per l'Arcidiocesi è anche il risanamento economico dell'amministrazione diocesana, la quale versava in una situazione di preoccupante bancarotta, quando l'Arcivescovo Peressin assunse il governo diocesano. Dopo aver risanato il deficit con l'aiuto di vescovi amici e con l'apporto di sue sostanze familiari, l'Arcivescovo si preoccupò di costituire un fondo speciale per sostenere il Seminario e pagare le rette dei Seminaristi, ed un altro fondo per assicurare una entrata indispensabile per affrontare le spese degli uffici centrali diocesani. Con una parte di questi fondi e con altre entrate extradiocesane gli è stato possibile portare avanti un programma diocesano di restauro delle case canoniche, quasi tutte fatiscenti e prive di un minimo di efficienza e di comfort per i sacerdoti in cura d'anime. Il Seminario Arcidiocesano che, all'arrivo dell'Arcivescovo Peressin era chiuso da dieci anni, è stato totalmente rifatto, dalle fondamenta al tetto, dotato di nuovi impianti termici, elettrici, idrici oltre che di cucina e cantine con dotazioni moderne ed efficienti. Sono stati rifatti per completo tutti gli infissi del Seminario, restaurate camere e camerate, costruiti bagni e toilettes, ammobiliate per completo tutte le camere, costruite e ammobiliate le aule per i seminaristi e rifatte le abitazioni per le religiose. Numerose sale di riunione fanno parte di tutto il complesso degli edifici del Seminario. Anche la Curia Arcivescovile è stata completamente rifatta e ammobiliata, dotandola di ogni attrezzatura moderna, dalle macchine da scrivere ai computers ed apparecchi telefonici e fax. Un altro impegno dell'Arcivescovo Peressin è stata la fedele e puntuale pubblicazione mensile del «Bollettino Diocesano», che contiene i documenti ufficiali della Diocesi e che è una fonte di notizie storiche sulle attività religiose diocesane. Numerose sono, poi, le pubblicazioni storiche, sponsorizzate e pagate dall'Arcivescovo Peressin.

-A lui si deve, inoltre, l'iniziativa di stabilire tre premi per pubblicazioni di carattere storico, religioso e scientifico diocesano, come, per esempio, i volumi sui santi dell'Arcidiocesi, sulle case religiose, ecc. Con l'aiuto governativo, poi, il programma culturale dell'Arcivescovo è stato portato avanti con la totale riorganizzazione dell'archivio diocesano, del restauro di tutti i documenti antichi e dell'imponente e importante Biblioteca del Seminario, inclusa la radicale posizione catastale di tutti i beni appartenenti all'Arcidiocesi ed alle singole 146 parrocchie, in conformità alle leggi del nuovo Concordato.

-L'Arcivescovo Peressin, fin dal principio del suo episcopato, ha portato avanti il piano di assistenza religiosa delle parrocchie, molte delle quali erano rimaste vacanti non solo per la morte di tanti sacerdoti anziani, ma anche per il triste fenomeno della mancanza di vocazioni autoctone. Egli ha accolto molte vocazioni dal Terzo Mondo ed ha ordinato nei primi 15 anni del suo apostolato oltre ottanta sacerdoti. Con molta fiducia, egli ha accettato in Diocesi sacerdoti e candidati al sacerdozio provenienti da vari paesi europei, dall'Africa, dall'America e dall'Asia: è, questo, un dono della Provvidenza e, in certo qual senso, una restituzione di favore, dopo che la nostra terra ha evangelizzato e portato il Vangelo in paesi lontani. Quelle terre sono ora in grado di venirci incontro nelle nostre gravi necessità di assistenza religiosa al popolo.

-La pastorale dell'Arcivescovo Peressin è piena di spunti ed iniziative mariane: a lui si deve l'elevazione della Chiesa di Roio Poggio a Santuario Mariano Diocesano. Sotto di lui, è stato dato nuovo impulso alla Via Mariana, creata dall'Arcivescovo Confalonieri: le stazioni del Rosario e le edicole sono state restaurate nei musei vaticani ad opera dell'Armata Bianca, ed attendono di essere ricollocate nelle apposite nicchie appena il Comune dell'Aquila prenderà alcuni provvedimenti viari per salvaguardare il carattere sacro della «Via Mariana». Sotto il governo dell'Arcivescovo Peressin l'Arcidiocesi dell'Aquila ha avuto la gioia di avere più volte all'anno in forma privata nel suo territorio le visite del Papa Giovanni Paolo II, innamorato delle nostre montagne. Memorabile è stata la nuova visita ufficiale del Papa a Campo Imperatore, il 20 maggio 1995, inaugurando la Cappella della Madonna della Neve, arricchita di preziose suppellettili e restaurata dagli alpini aquilani.

-Purtroppo, anche l'episcopato dell'Arcivescovo Peressin è stato tormentato da violente campagne denigratorie, iniziate in seguito all'inaugurazione nel cimitero cittadino di una statua alla Madonna per ricordare i 500.000 bambini non nati, uccisi ogni anno nel mondo dalle pratiche abortive. L'esempio dell'Arcivescovo, comunque, ha mosso il cuore del mondo e numerosi sono i monumenti eretti nei vari continenti per ricordare i bimbi uccisi dall'aborto. In questa iniziativa l'Arcivescovo Peressin è stato sostenuto non solo dalla sua fede in Dio, Signore della Vita, ma anche dallo stesso Santo Padre Giovanni Paolo II.

-Grande impulso hanno avuto, durante il governo diocesano dell'Arcivescovo, le Missioni: durante il suo tempo, infatti, le Missionarie della Dottrina Cristiana hanno aperto missioni in Bolivia e nel Congo-Brazza e le Zelatrici del Sacro Cuore si sono installate anche con un noviziato a Manila nelle Isole Filippine. Durante il governo diocesano dell'Arcivescovo Peressin sono stati ridefiniti i limiti parrocchiali della città; è stato ricostituito il Capitolo della Cattedrale Metropolitana, provvedendolo di un nuovo Statuto; sono state eseguite le ricognizioni canoniche dei Corpi e reliquie del Papa San Pietro Celestino, di Sant'Eusanio Martire, del Beato Andrea da Montereale, del Beato Vincenzo dell'Aquila, della Beata Cristina da Lucoli, del Beato Antonio Turriani, del Beato Timoteo da Monticchio; è stata restaurata e riaperta la cripta della Cattedrale di S. Massimo; l'ufficio liturgico diocesano e custodia delle Sante reliquie; accoglimento di famiglie religiose nell'Arcidiocesi; erezione di nuove parrocchie alla periferia dell'Aquila; restauro e conservazione arredi sacri abbandonati nelle parrocchie; restauro totale e trasformazione della Casa O.D.A. di Silvi Marina (TE), in seguito alla scomparsa delle colonie marine del dopoguerra; incoraggiamento a Mons. Emidio Di Pasquale per il completamento dell'opera per gli Anziani «Santa Maria della Pace» di Fontecchio ( AQ) e progetto di donazione di tutta l'opera all'Università Cattolica del Sacro Cuore, nelle mani del Santo Padre; custodia in luogo sicuro delle opere d'arte di proprietà delle parrocchie; ecc. L'Arcivescovo Peressin è stato, inoltre, l'artefice della nomina delsuo Vicario Generale, Mons. Giuseppe Molinari, a Vescovo di Rieti. Il Santo Padre, in considerazione delle delicate condizioni di salute dell'Arcivescovo Peressin, gli ha donato, come Coadiutore e Successore nella Cattedra Arcivescovile di S. Massimo lo stesso Ecc.mo Mons. Molinari che, dopo sette anni di amministrazione reatina, è definitivamente arrivato all'Aquila nella primavera del 1996.

 

Tratto dal volume dedicato ai Vescovi Aquilani, lo scritto di cui sopra e' stato steso al momento che L'Arcivescovo era ancora in vita.

20130120 GV