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24- La benedizione delle campane

Nel luglio del 1920 furono ordinate le campane. Poiché l'asportazione delle campane del240-campane-005 copia vecchio campanile era stato definito danno di guerra, lo Stato Italiano né prevedeva iI reintegro. A tale scopo fu creata a Venezia "L'Opera di Soccorso" per gestire i rimborsi alle chiese "rovinate" (così si legge sullo stampato predisposto ). Tramite questo servizio e sui moduli dello stesso furono stesi gli ordini per le campane, riportando tutti i dettagli costruttivo-ornamentali delle stesse, vedi anche foglio 3 e foglio 4 con le firme. Così le campane del vecchio campanile, ormai muto perché già dal 1905 l'arch. Del Piccolo aveva dichiarato il campanile in precarie condizioni statiche e vietato il suono delle stesse, servirono a finanziare l'acquisto delle campane per il nuovo campanile. Una staffetta che presenta un forte senso di continuità'. Contemporaneamente alle campane ed i batacchi fu ordinato anche il castello ovvero l'intelaiatura metallica che sorregge le campane.  L'unico dubbio sciolto all'ultimo momento fù se fare il castello per accogliere - 3 - o - 4 - campane. Alla fine prevalse il castello per 4 campane, pur sapendo che inizialmente erano 3 le campane da ospitare. Dopo lunga attesa, ( immaginate che carico di lavoro si sono trovate le fonderie delle tre Venezie a fine guerra ) inizio 1921 arrivarono le campane, accolte dall'entusiasmo e dalla gioia dei parrocchiani. Esposte in bella vista, furono benedette dal Vescovo come si può vedere da documenti  dell'epoca, foto 1 e foto 2 .  Ovviamente subito messe al lavoro le campane, dopo un cosi' lungo digiuno di scampanio o per averle suonate con veemenza o ripetutamente, suscitano delle lamentele, che ritroviamo nella lettera scritta dalla locale Amministrazione, il 27 luglio 1922, a Don Gasparotto. 


 

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