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Suor Saveria Pavan

LA BOLIVIA È PiÙ VICINA

«Sento il peso del distacco, però sono contenta di ripartire»: così si esprimeva suor Saveria Pavan, accomiatandosi dai parenti e dagli amici azzanesi, prima di partire nuovamente per la missione delle Suore Rosarie in Bolivia. In questi giorni suor Saveria ha spiccato di nuovo il volo verso il Sud America dopo una sosta di qualche

mese in patriaUn riposo «attivo» in cui ha colto ogni occasione per far conoscere i problemi della «sua» gente boliviana e per aprire gli orizzonti del nostro tranquillo benessere all'appello di una condizione di povertà e di emarginazione. «La popolazione della Bolivia - asserisce suor Saveria - potrebbe compiere un decisivo salto di qualità se fosse sostenuta da un adeguato intervento di stimolo e di sostegno dall'esterno. Pregiudizi, miseria e ignoranza

rendono difficile il nostro approccio con quella genteLa nostra presenza vuole assumere innanzi tutto il significato di condivisione; a piccoli passi ci preoccupiamo di lavorare sul piano della promozione umana, di dare un'istruzione ai ragazzi perché siano loro ad assumere domani il ruolo di protagonisti. Anche la formazione degli adulti, delle mamme in particolare, e' una meta che ci sta particolarmente a cuore. Non è facile entrare nella loro mentalità! Noi desideriamo che il miglioramento globale delle condizioni di vita, nel rispetto delle tradizioni locali, costituisca il presupposto per l'annuncio del Vangelo.

Se incontriamo resistenze o diffidenze,se dobbiamo fare tanto spessoi conti con l'incostanza di quella gente, sappiamo che all'origine di tante situazioni negative troviamo una realtà

profondamente radicata nella paura e nell'insicurezza. La nostra opera deve essere alimentata da paziente, fiduciosa attesa» .  Qual è l'immagine della nostra realtà come si configura agli occhi di una missionaria che ritorna da un mondo tanto lontano e tanto diverso

dal nostro? «Sono stata particolarmente colpita, durante le messe festive, dalla presenza di tanti di tanti anziani e della scarsità giovani e  bambiniVeramente la popolazione sta invecchiando qui in Italia! In Bolivia la durata media della vita si attesta su livelli  molto bassi; inoltre nei nuclei familiari originati in buona parte da unioni irregolarisi contano spesso dieci, dodici figli che per necessità, diventano molto  presto indipendenti. Credo che ai

ragazzi italiani, abituati ad avere facilmente tutto, ai quali si appiana ogni difficolta e si evita ogni piccolo sacrificio sia difficile capire le condizioni di vita dei loro coetanei boliviani. Eppure, in occasione degli incontri con alcuni gruppi parrocchiali di catechismo, ho potuto constatare che i bambini di qui «sentono» la miseria dei più poveri; penso che sarebbero generosi e capaci  di rinuncie se  fossero orientati, dagli adulti che li educano, alla solidarietà.

E, per concludere, vorrei sottolineare un altro aspetto che mi ha particolarmente colpita tornando ad Azzano:  la gente qui ha poco tempo da dedicare agli altrie, è sempre presa da mille impegni che in definitiva danno vita a un  dilagante individualismo, creano un muro di indifferenza e di isolamento fra le persone. In Bolivia, è un valore che voglio evidenziare, c'è  tanta povertà, ma anche tanta apertura ai bsogni degli altri, un sincero, diffuso attegiamento di accoglienza e ospitalità».

Suor Saveria, prima di ripartire, ha festeggiato il 25° di professione religiosa;

ha voluto inoltre far festa ai genitori per le loro nozze d'oro. Esprimiamo il nostro pensiero augurale per le due celebrazioni tanto diverse, ma accomunate da un vincolo profondo:

buon lavoro missionario a suor Saveria e auguri di cuore ai suoi genitori per altri lieti traguardi futuri.

Flavia Sacilotto

 

 

198604 Boll.