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Suor Claire Milanese ( Annagloria)

IL POPOLO DOMENICA I DICEMBRE 1985  DA AZZANO DECIMO

Incontro con  Suor Claire Milanese

"Ho ho ricevuto molto dall'Africa. Sono entrata in un'altra cultura e ho capito la necessità di imparare ad apprezzare la ricchezza culturale di altri popoli. L'Africa mi ha fatto vivere u nuovo senso di fraternità e riscoprire alcuni valori quali la vita, il ruolo degli anziani, la maternità, .. non ancora corrotti dalla così detta civiltà ".

E la testimonianza di suor Claire ( la nostra concittadina Annagloria Milanese ) che sta realizzando da circa diciassette anni il suo sogno giovanile di "partire"; un sogno che già nell'infanzia si era configurato come desiderio vago e latente di donazione e che si è concretato  nel tempo nella vita religiosa e missionaria.

 

Conseguito il diploma magistrale, Annagloria era partita per Parigi con l'intento di prepararsi per un volontariato temporaneo  in Africa; e proprio durante quel periodo di preparazione era maturata la consapevolezza di una chiamata che si delineava come dono totale della vita ai più poveri. E come risposta l'ingresso fra le suore all'Assunzione.

 

"Sono partita nel 1968 per il Camerun, con tre consorelle di nazionalità diversa, per fondare

una casa a 50 km dalla capitale, in piena foresta. Abbiamo partecipato  noi stesse alla costruzione del nuovo edificio in terra battuta. Fra quella gente che viveva isolata nella foresta ( mancavano i mezzi pubblici di collegamento ) ho capito che i missionari godono di molta19851201-SuorClaireMilanese_foto fiducia e sanno inserirsi in un contesto culturale che richiede a noi occidentali la capacita di non assumere atteggiamenti di superiorità, di saper creare relazioni umane con la sapiente pazienza e attesa efficacemente espresse da un proverbio che io ho imparato laggiù: Dio ha creato il tempo e ne ha creato molto. Gli africani sono nemici della fretta: secondo loro il dialogo e ogni rapporto umano presuppongono totale disponibilità e attenzione all'altro;  è anche questo un profondo valore che il ritmo frenetico della nostra civiltà troppo spesso calpesta o ignora.

Anche gli otto anni di vita nel Tongo ( paese di savana) hanno consolidato in suor Claire la convinzione che in Africa bisogna "durare"; è necessario condividere a lungo la vita di quella gente per creare un rapporto costruttivo che consenta di trasmettere i valori cristiani attraverso l'esempio e le molteplici sfumature della vita pratica.  E dopo il Tongo, una nuova esperienza: un periodo di permanenza in Costa d'Avorio con una giovane comunità di suore africane studenti in teologia.

" In Africa - afferma suor Claire - ho trovato i più poveri, ma ho trovato anche un gran desiderio di imparare, una diffusa aspirazione allo sviluppo attraverso l'emancipazione culturale. Non sono molto d'accordo sul fatto di insistere eccessivamente e con toni soltanto compassionevoli sul bisogno materiale del popolo africano: anche il discorso degli aiuti concreti -  di cui pure avverte profondamente il bisogno soprattuto sul piano tecnologico - deve essere presentato in modo da non offendere la sua dignità ".

E ora, suor Claire, dopo questa parentesi europea che cosa farà? " Tornerò in Camerum per fondare una nuova casa per la formazione delle  donne come sposa e madre. La nostra presenza missionaria in Africa ha significato quando le giovani comunità di quella Chiesa stanno ancora cercando il moro modo di vivere il cristianesimo; poi, appena maturano persone indigene capaci di prendere in mano la situazione, noi partiamo. Io continuo a sentire l'insopportabile appello dell'Africa, la chiamata a partire".

"Se dovessi tornare in Italia? Dopo l'esperienza africana, se fossi destinata a vivere qui il mio impegno lo vedrei in una prospettiva diversa da quando sono partita per la prima volta da Azzano nel '64".

Flavia Sacilotto

20120211 GV