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Dal Popolo di PN 26 mar 2011


Azzano Decimo Risposta all’esigenza educativa Qualcuno si stupisce se nell’oratorio parrocchiale "Don Bosco" vigono regole precise imposte dal rispetto per l’ambiente e per le sue specifiche finalità educative. E’ cronaca recente. Se don Gianfranco Furlan, il cappellano della parrocchia, chiede ai ragazzi e ai giovani che frequentano l’oratorio un abbigliamento adeguato, escludendo la possibilità di vestirsi a metà, non fa altro che richiamarsi a un fatto di buona educazione, oltre che a qualche punto del regolamento interno (approvato di recente dal Consiglio pastorale), affine peraltro a quello di molti altri oratori. Un abbigliamento da spiaggia non si addice al decoro del territorio speciale che fa parte della struttura oratoriana. Il buon senso comune riconosce certamente l’opportunità di questa regola. Anche ai ragazzi che hanno frequentato il Grest e i campi estivi, in particolare agli animatori, è stato chiesto un abbigliamento consono all’ambiente, nonostante il periodo di calura. E tutti si sono adeguati serenamente a questa condizione, riconducibile al rispetto per la specificità dell’istituzione. Un messaggio educativo per tutti, ragazzi e famiglie.
E’ inoltre circolata qualche voce di dissenso circa l’esclusione delle bevande alcoliche dai locali dell’oratorio (tranne che per le cene comunitarie degli adulti e la sagra degli gnocchi). Se la comunità civile si sta adoperando per ridurre l’uso e l’abuso dell’alcol, in particolare nel mondo giovanile, per quale motivo questa sostanza dovrebbe essere ammessa in locali deputati a particolari finalità formative, frequentati prevalentemente da giovani e giovanissimi? Del resto anche in questo caso il nuovo regolamento esclude l’uso di sostanze alcoliche in oratorio, ambiente educativo per eccellenza. 
In merito alla manifestazione del carnevale, da anni in calendario ad Azzano Decimo nella prima domenica di Quaresima, è evidente che la Chiesa ha stabilito i vari tempi liturgici per farli vivere ai cristiani in modo appropriato ed arricchente, come la comunità stessa riconosce. Se per sua specifica peculiarità il carnevale è altro dalla Quaresima (che propone raccoglimento e riflessione) ed è prolungato oltre i limiti previsti dal calendario, è sicuramente motivo di confusione, pure dal punto di vista educativo, si osserva, mescolare i due periodi. Anche la stampa può contribuire a dare voce al buon senso comune e a dare risalto ai valori tradizionali che, in definitiva, si riconducono alle esigenze della comunità.

Flavia Sacilotto