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Dal Gazzettino di PN 26 feb 2011

Il neopresule è un sociologo di 58 anni

Sabato 26 Febbraio 2011, VERONA -

Giuseppe Pellegrini, da ieri neovescovo di Concordia Pordenone, è nato a Monteforte di Verona il 10 novembre del 1953. Dopo la maturità classica nel liceo del Seminario minore ha conseguito il curriculum teologico nello Studio San Zeno ed è stato ordinato sacerdote il 2 giugno 1979. Vicario parrocchiale a Bovolone (1979-83), è diventato poi vicerettore nel Seminario maggiore (1983-93). Iscritto alla facoltà di Sociologia di Trento, ha insegnato la stessa materia a San Zeno dal 1991 al 2007, guidando inoltre il Centro diocesano di pastorale giovanile. Nella Cei a Roma dal 1998 al 2007, è stato l’incaricato per la Giornata mondiale della Gioventù (1998-2000). Ha poi diretto l’Ufficio nazionale di cooperazione missionaria tra le Chiese (2006-07). Nel 2007 è diventato vicario generale della Diocesi di Verona.

Il nuovo vescovo è il veronese Pellegrini Le prime parole: «Sento con trepidazione il fascino e la responsabilità» L'uscente Poletto: «Questa Chiesa è stata un dono, ora vado a San Vito»

Sabato 26 Febbraio 2011, Il Papa ha firmato il decreto. Giuseppe Pellegrini, veronese, classe 1953, guiderà la Chiesa di Concordia Pordenone nei prossimi anni. L'annuncio ufficiale della nomina è giunto ieri mattina dallo stesso Ovidio Poletto, ora amministratore apostolico. Il vescovo VescovoGiuseppePellegrinouscente, che ha riunito preti e laici nella cappella del Centro di via Revedole, ha chiesto di «ricevere con fede, riconoscenza, fiducia e docilità lo straordinario dono di Dio». Il suo motto, "Nell'unità dello spirito", è stato ripreso da monsignor Basilio Danelon con una nota commossa nella voce. «In questo momento c'è in noi profonda emozione - parola di vicario generale -. Come i discepoli a Emmaus affidiamoci dunque al Signore». Il futuro ha già scadenze precise: il 26 marzo consacrazione di Pellegrini nella città scaligera, il 3 aprile saluto a Poletto nel Duomo di San Marco, il 10 ingresso in Diocesi.

PONTI - Il presule nato a Caneva 76 anni or sono ha retto l'incarico per due lustri abbondanti. «C'è un tempo per iniziare e uno per finire. Passa la scena, ma ogni giorno è dono e grazia - ha argomentato -. Partirò presto per San Vito: nella Casa di riposo dei sacerdoti troverò la cordiale accoglienza dei confratelli. Auguro al mio successore di realizzare al meglio ciò che nell'identità sacramentale deve essere un pontefice: l'uomo che crea l'unione». L'eredità? «Arrivando mi ero ripromesso di costruire sinergie nella professione del bene. Credo che in questo periodo la nostra realtà, da questo punto di vista, si sia irrobustita».

ACCOGLIENZA - Dell'entrante è stato offerto un messaggio. «Sento con trepidazione il fascino e la responsabilità. Saluto con commozione monsignor Poletto: mi accompagni la sua paterna benedizione - è il pensiero di Pellegrini -. Saluto calorosamente ciascuno dei sacerdoti, diaconi e laici di questa Chiesa, con i quali condividerò la missione evangelica. Mi sento vicino con la preghiera a coloro che soffrono nel corpo e nello spirito. La paura non è per il cristiano. Benedetto XVI, che ci farà visita a maggio, sarà una provvidenziale occasione per risvegliare la nostra responsabilità».