Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione

Coro S. Pietro A.

Notizie Cantoria S. Pietro A.

2011 Il Maestro Gino Cav. Sartor si è spento

Gino SartorIl Maestro Gino Cav. Sartor si è spento il 17 Febbraio 2011 all'età di 83 anni, lasciando un vuoto incolmabile. Il maestro di musica che ha dedicato la sua vita alle sette note e a tutti coloro che inseguivano il sogno di suonare uno strumento. Motivato dalla passione di riuscire a far suonare e cantare i più piccoli, nel tempo ha formato gruppi orchestrali e corali che si sono esibiti in concerti e occasioni di ogni tipo. La musica sacra è stata la sua formazione e la sua massima passione. L'organo e il violino erano i suoi compagni di vita. Lo ricordano con affetto tutti i suoi concittadini azzanesi e in modo particolare quelli della frazione di Tiezzo dove lui era nato.

 E' stato organista nella parrocchiale di Tiezzo per tutta la vita finchè la salute non l'ha abbandonato. I giovani, che sono cresciuti con la sua musica, non potranno mai dimenticare la pazienza e la generosità del M° Gino. Era sua abitudine dire sempre di SI, mettendo a disposizione per gli allievi di musica non solo la sua persona e il suo sapere ma anche le sue poche risorse. Ha sempre donato nella sua vita ed è per questo che è considerato l'amico di tutti. Ha lasciato a tutti con grande impegno quello del "donare". La musica per lui è stato il mezzo della sua espressione massima. Il mezzo che gli ha permesso di donare tante emozioni a quanti si sono avvicinati al fantastico mondo della musica.

 La sua grande qualità era la positività, la grande sensibilità della musica accompagnata da una grande saggezza. Saper ascoltare i bisogni, incoraggiare gli allievi nei momenti di difficoltà indicando loro la strada, aprendo loro orizzonti, facendo loro sognare i risultati sperati. Per molti i sogni si sono avverati, per parecchi di questi giovani allievi le carriere nella musica sono state tracciate e i sacrifici del M°Gino sono stati ricompensati. Chi nel campo del canto lirico, chi nelle orchestre sinfoniche, chi nell'insegnamento hanno trovato lo scopo della loro vita e non potranno mai dimenticare le lezioni di musica del M° Gino. Quelli che non hanno intrapreso la carriera di musicista, ma hanno scelto la musica come completamento della loro cultura per riempire gli spazi vuoti della giornata, gli saranno sempre grati per aver appreso la gioia di suonare uno strumento.

 "Maestro Gino"... così lo salutava la gente semplice per strada, i genitori degli allievi e tutti gli allievi che lo conoscevano. Il suo sorriso era stampato nel suo volto e la sua riservatezza era di esempio per tutti. E' stato molto amato da chi ha ricevuto i suoi insegnamenti e molto criticato da coloro che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

La sua infanzia resa difficile dalla seconda guerra, ha formato una conoscenza rivolta al prossimo. E' questo forse quello che manca nelle giovani generazioni, manca loro la considerazione della percezione della felicità attraverso le piccole cose. Il suo carattere era buono e gentile, spiccava in lui generosità e pazienza. Si accontentava di poco e non ha mai preteso nulla da nessuno. Era disponibile a darti anche quello che non aveva senza chiederti nulla da nessuno. E' stato d'esempio per molti e per tanti continuerà ad esserlo. Sebbene la malattia cominciava a farsi sentire non ha mai smesso di dedicarsi alla musica, suonando l'organo nelle funzioni religiose dei funerali in parrocchia. Ricordo le difficoltà nel muoversi per raggiungere la chiesa, ma la passione per la musica e donare quel poso che poteva, facevano superare ogni ostacolo. La sua costanza nel fare le cose in cui credeva era inesauribile e tutti coloro che gli sono stati vicino lo possono confermare. Se doveva far eseguire dei brani nuovi al coro per una Messa, oltre che a manoscrivere le parti per tutti gli esecutori, organizzava le prove e non mollava finchè l'esecuzione non fosse perfetta. Era caparbio per questo, ma tutti erano grati poi dei risultati. Tanti sono stati i suoi insegnamenti e per questo che molti lo piangeranno. Nella sua semplicità e nella sua natura di musicista possiamo solo ricordarlo come esempio. Per la sua onestà e la sua discrezione non lo dimenticheremo mai. La vita è ingiusta con le persone che vivono senza farsi notare e sentire.

Dovremmo fermarci un attimo, solo un attimo per ascoltare dentro di noi, quello che vi è di giusto; condividere con chi ci sta più vicino le nostre passioni e donare loro comprensione e affetto; trasmettere gentilezza e spendere un sorriso, fare ciò che sappiamo meglio fare senza chiedere nulla in cambio, saremmo ripagati ogni giorno. Tutto questo è stato il credo di vita dell M° Gino, una persona semplice, buona, quasi indifesa. Dal suo letto di ospedale non si è mai lamentato sebbene il cancro mettesse sotto sforzo il suo cuore malato da tempo. Ha avuto uno sguardo dolce per tutti, un sorriso per i più giovani che sostavano davanti al suo letto, parole e sguardi di compassione per la moglie Rita, che gli è sempre stata vicina e lo ha sempre capito e sostenuto nei momenti difficili.

La sua persona era così, sapeva donare quel poco che aveva anche nelle sue ultime ore di vita. Un sorriso, uno sguardo, una parola. Il suo primo pensiero era rivolto alle persone che gli sono state vicino negli ultimi momenti, si sentiva quasi in colpa perché recava loro disturbo. A tutti i medici del Policlinico San Giorgio di Pordenone e agli " Angeli" degli infermieri che lo hanno curato, non basta un grazie, perché oltre a svolgere il loro lavoro donano la loro vita alla speranza di chi come lui aveva bisogno di cure.

Grazie Gino, per tutto quello che hai rappresentato per noi. Non ti dimenticheremo mai per il bene che ci hai trasmesso. Spero che la nostra musica ti accompagni nel tuo lungo viaggio e le note che suoneranno possono sempre rappresentare la tua passione. La musica sempre nella vita come espressione dell'anima, unico linguaggio sincero di parole mai dette, di pensieri fatte movimenti. La Musica è per noi l'insegnamento che ci hai tramandato e che gelosamente porteremo con noi Gino.

Denis Biasin

 


“……..lui portava i cantori in chiesa,
dobbiamo a lui la Musica che c’è in noi”
Beniamino Prior