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DON ANTONIO MORETTO , nato ad Azzano Decimo 2 gennaio 1938 ‚ richiamato dal Padre a Rio de Janeiro 6 giugno 2007 . Ordinato il primo luglio 1962 . Incaricato nella diocesi di Rio de Janeiro ( Brasile ) il 15 maggio 1976 . Parroco Igreja S.Margarida Maria , 22471 - Rua Fonte De Sandade , S/N Lagoa - Rio De Janerio , Brasile .

Ad  un anno da quando don Antonio Moretto ha fatto ritorno alla casa del Padre ( 06 giugno 2007 ) , Con riconoscente affettdonAntonioMorettoF1rszo lo ricordano particolarmente tutti coloro che l'hanno conosciuto, in famiglia prima e nelle comunita' che fedelmente e fino all'ultimo servi' . Nei luoghi in cui nacque e nei quali - non tanto spesso, purtroppo - fece ritorno dopo la sua "emigrazione in America Latina", restano dei ricordi, non molti per la verita', ma indelebilmente significativi rispetto alla successiva vicenda personale di don Antonio. I Moretto abitavano in Azzano - da quante generazioni non si sa - a Capo di Sotto, a due passi dal Sile. Ancora bambino, dopo la prima comunione, Tunin non mancava mai a Messa prima, la mattina e siccome arrivava troppo presto per la Messa, si sedeva sul gradino piu' alto del sagrato, aspettando che Gigi "nonsol" venisse ad aprire la chiesa. Antonio, dopo le elementari, prese la strada del seminario. Cosi' che lo aveva spinto a quel passo? S'inclina a credere oggi che a quell'eta', ancora adolescenti, non si sia in grado di capire bene la natura e le conseguenze d'una risoluzione di quel tipo e che si e'  un po' "spinti" a farlo, influenzati da talune persone o troppo condizionati da un certo ambiente. Fatto sta che il ragazzo tenne duro con serieta' nel suo proposito, nei suoi studi e in generale nell'adempimento di tutti suoi doveri. Quando Tunin tornava a casa si portava dietro, tanto per non perdere tempo, grossi tomi da leggere (teologia, latino, agiografia), sempre puliti, ordinati, ben tenuti, integri, come se altri dovessero continuare a lavorarci sopra. Luglio 1962. Per Antonio fu' la vigilia del giorno dell'ordinazione sacerdotale. Papa' Luigi sta su tutta la notte, a pregare. Sa che ogni lavoro piu' impegnativo e' , e piu' ha bisogno di essere preparato e sostenuto. Sul terreno del figlio, poi, e' solo questione di grazia e di fede e non c'e' niente di meglio della preghiera per essergli realmente di aiuto. Parrocchia di S. Giuseppe, Borgomeduna. Don Antonio, a fianco di don Angelo Pandin, avvia il suo servizio presbiterale, con una pastorale giovanile metodologicamente nuova, basata sulla cura dei percorsi di maturazione delle giovani coppie di sposi. Ma lo zelo gli brucia dentro e lo proietta presto la' dove piu' grande e con chiarezza gli appare la necessita' e l'urgenza dellavoro apostolico. Agosto 1966. Spicca il volo per il Sud America, Brasile, dove per oltre quarant'anni, incardinato nell'Arcidiocesi di San Sebastiano di Rio de Janeiro, resta a servire successivamente le comunita' delle Parrocchie di Nossa Senhora da Luz, Rocha, Nossa Senhora da Gloria (Laranjeiras) e Santa Margarida Maria (Lagoa). La sua specialita' e' la pastorale familiare. Fonda il Movimento Incontro degli Sposi con Cristo, per dar modo alla Catechesi di gruppi di giovani sposi di agire in profondita' nella vita del proprio rione, quartiere, paese e citta' a partire dall'interno della vita di ciascuna coppia tenendo come ideale maggiore Gesu' Cristo e sforzandosi di essere Chiese Domestiche. Quell'''ideale maggiore" di cui s'innamoro' ancora quasi bambino, che insegui' per se stesso tutta la vita e certo in se stesso raggiunse, abbandonando casa e affetti della propria terra, emigrante fra tanti, verso luoghi ignoti e persone - fratelli e sorelle - da sostenere in un cammino di riscatto, a prezzo della propria lenta inesorabile erosione, inverando in su' la Parola del Maestro "Se il seme non muore ... "

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IN RICORDO DI DON ANTONIO MORETTO Azzano Decimo 2 gennaio 1938 • Rio de Janeiro 6 giugno 2007.  I suoi parrocchiani di Lagoa lo ricordano soprattutto come uno straordinario "testimone" e gli hanno espresso la loro ammirata riconoscenza sui locali organi d'informazione con le seguenti parole. "È deceduto don Antonio Moretto, l'amatissimo parroco della Parrocchia di Santa Margherita Maria a Lagoa (Rio de Janeiro). Sacerdote da 45 anni, v'era stato nominato nel 1993.  " Nei 14 anni del suo mandato don Moretto ha fatto molte belle cose nella sua Parrocchia: ha sistemato, ristrutturato ed abbellito la chiesa, già sessagenaria, senza trascurare la cura delle anime."  "Dopo la Messa delle ore 20.00, lo si vedeva seduto su una sedia a pregare, in attesa delle sue pecorelle in difficoltà, che a lui ricorrevano per chiedere donAntonioMorettoF2rszaiuto e conforto, o perdono nella Confessione, poiché, cosa rara e preziosa, sapeva ascoltare e consigliare. Passavano di lì tante sofferenze, afflizioni e prevaricazioni, ma anche tanta bontà e bella generosità, tante situazioni di gioia e di giusta ricomposizione, alcune accomodate proprio con il suo diretto intervento."  "In don Antonio, che ha lasciato tutto nella sua cara Italia, Gesù ha portato a compimento la promessa evangelica, di dargli "il centuplo" (Mt. 19,29)." "Istruiva i suoi "figli" nella vita spirituale come un bravo maestro che, con l'esempio, mostrava come si fa nella vita pratica a far entrare il Vangelo nel nostro cuore. Terminava le sue omelie e le preghiere sempre con il "Lode a te, Signore" e alla fine della Messa intonava, con la sua bella voce, tre volte un canto dialogato con i fedeli: "Lodiamo tutti il Signore, glorifichiamo il suo amore. Alleluia ... Alleluia ... "." "Don Moretto sapeva governare la sua Parrocchia. Era come un bravo regista che coordinava le diverse attività e i vari movimenti con sapienza ed energia, approvando o disapprovando, negando o concedendo." "Oltre alla responsabilità della conduzione della Parrocchia di Santa Margherita Maria, don Moretto ha coordinato per 25 anni la Pastorale della Famiglia a Rio de Janeiro e per 30 anni è stato direttore spirituale del movimento Coppie con Cristo dell'Arcidiocesi di Rio. Cappellano e docente nella Scuola Don Pedro Il, ha insegnato Psicologia della Religione nel Seminario San Giuseppe. Ha esercitato l'avvocatura nel Tribunale Ecclesiastico, di cui faceva anche parte in qualità di giudice. Si è laureato presso l'Università Gregoriana di Roma, sostenendo la sua tesi di Dottorato presso la filiale della stessa Università a Buenos Aires in Argentina." "Don Moretto ha celebrato Messa fino all'esaurimento delle sue forze. Celebrava seduto e la sua voce indebolita arrivava ai nostri cuori attraverso le sue omelie sempre più spiritualizzate. È morto la vigilia della festa del Corpus Domini ed è stato seppellito nello stesso giorno di questa grande festa, giorno in cui Gesù ha istituito i sacramenti della Eucaristia e dell'Ordine. Che grande prova di amore gli ha dato Gesù!" "La notizia della sua morte si è diffusa velocemente per la comunità e i suoi parrocchiani sono accorsi in fretta in chiesa sin dalla prima mattina, nonostante la bella giornata di sole e di festa." "Alle ore 14 è cominciata la Messa solenne "presente la salma" con la bellissima liturgia del Corpus Domini, presieduta dal nostro vescovo S.E. Antonio Augusto Dias Duarte e concelebrata con Monsignor Manuel Moreira Vieira, vicario episcopale-sud, don Gustavo Adler, vicario episcopale-nord, oltre a 30 sacerdoti e 7 diaconi. Hanno partecipato anche 24 ministri dell'Eucaristia, i membri delle varie pastorali e parrocchiani di tutte le età e condizioni, affratellati dallo stesso dolore, da un unico sentimento di malinconia, solitudine e ricordo." "La chiesa traboccava di giubilo e di entusiasmo, fra i canti del coro e la musica dell'orchestra. Tutti sentivano che quella stessa gioia c'era in quel momento anche in cielo, dove il nostro amato pastore arrivava nella casa del Padre. "Si avviò quindi il feretro alla volta del cimitero, fra applausi scroscianti e irresistibili lacrime sui volti." Scrive Sua Eccellenza il Vescovo, Antonio Augusto Dias Duarte, che ha presieduto la S. Messa il giorno delle esequie e pronunciato l'omelia funebre: " ... Don Antonio Augusto ha parlato inizialmente del dolore della perdita del carissimo Pe. Antonio Moretto. Ha ricordato che in questi momenti si mettono in evidenza le virtù, le qualità delle persone decedute. Però il Vescovo voleva parlare, davanti alle sue spoglie mortali, del suo principale difetto. Questo "difetto" è stato lo stesso di Gesù Cristo: "che avendo amato i suoi li amò fino alla fine". Come sacerdote, identificato con Cristo in tutte le sue dimensioni, Pe. Moretto ha donato la sua vita per il popolo che gli ha affidato. E come Gesù ha detto ai suoi discepoli: "date a loro voi stessi da mangiare", lui ha donato la sua vita, dando da mangiare la verità, l'amore e la sua propria persona a tutti quelli che lo cercavano." "Intraprese percorsi per coppie di fidanzati e di giovani sposi: il matrimonio è una grande vocazione, diceva, e le nostre comunità devono cominciare ad accompagnare le coppie .... Così proprio dalla sua parrocchia iniziò un nuovo modo di fare pastorale, imperniato sulla formazione delle coppie. Il movimento chiamato "Encontro de Casais com Cristo" tendeva a far conoscere il valore umano e cristiano dell'essere sposi. La parrocchia è una famiglia di famiglie in cui ognuno coinvolge altri, si rende responsabile della crescita cristiana della famiglia e del vicinato ... La parrocchia dove operava divenne il centro di formazione di animatori e di coordinamento di una catechesi che si svolge in modo capillare nei vari rioni. Un'esperienza interessante, che don Antonio ha illustrato in diffuse pubblicazioni." "Nel maggio del '98 - come omaggio a Sua Santità il Papa Giovanni Paolo Il che nell'ottobre precedente (1997) aveva tenuto a Rio de Janiero il secondo Incontro Mondiale con le Famiglie - don Antonio inaugura le vetrate della "Sala delle Feste della Comunità". Ciascuna di esse illustra una frase o un episodio della Bibbia o del Vangelo e celebra la bellezza dell'amore sponsale e del sacramento del Matrimonio, della Santità della Famiglia." "Negli ultimi mesi della sua tremenda malattia, quando si faceva per lui sempre più pesante il fardello della croce e più atroce e incomprensibile la sofferenza, in un colloquio telefonico con un nipote (prete anche lui), non altro gli chiede che di "aiutarlo a ringraziare il Signore per il dono del sacerdozio". In quegli stessi momenti diede certamente forza alla sua fede e alla sua pazienza, oltre che l'insistente preghiera di tutte le persone e gruppi e comunità che in Cristo servì, anche quella notte di veglia di papà Luigi, in trepidante orazione all'annuncio della scelta del figlio primogenito Antonio di voler entrare in seminario, perché potesse scegliere bene e vivesse poi con coerenza quel "Gloria a Te, Signore!", con cui don Antonio chiudeva tutte le sue omelie. E anche la sua bella vita, della quale gli sono per sempre grati le Diocesi di Concordia-Pordenone e di Rio de Janeiro." 

I familiari

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